La crisi da Covid-19 ha comportato diversi cambi di paradigma sui mercati. Gli investitori sono stati costretti a trovare soluzioni per certi versi innovative, stravolgendo concetti che fino a prima della pandemia sembravano più che assodati. Uno tra i primi paletti ad essere scardinato è stato il rinomato detto "avoid junk bonds", spesso pronunciato dagli investitori esperti di mercati obbligazionari. Questa formula, tanto antica quanto attuale, è stata da anni un vero e proprio mantra tra i trading desk di Wall Street, tanto che uno dei suoi più accaniti sostenitori, niente di meno che Warren Buffet in persona, è arrivato a sostenere che potessero rappresentare una vera e propria "trappola" per gli investitori.
Le perplessità nascono soprattutto a causa del ruolo che, quasi sempre, i portfolio manager attribuiscono alla componente obbligazionaria nei propri portafogli, ovvero quello di protezione e "garanzia" di un rendimento che, seppur a volte minimo, viene percepito come "certo". Proprio questa percezione ha portato, negli anni, ad evitare le obbligazioni che pur offrendo ritorni maggiormente elevati presentano rischi maggiori. Chiaramente, questi due aspetti si muovono di pari passi, e più è elevata la necessità delle aziende di reperire capitali più spesso sono portate a scegliere un grado di remunerazione maggiormente significativo per gli investitori.
Inoltre, quando un'azienda viene percepita come "rischiosa", avrà bisogno di offrire rendimenti più elevati, altrimenti, a parità di remunerazione, gli investitori virerebbero su realtà che considerano più solide. Tuttavia, come evidenziato, il Covid-19 ha portato gli addetti ai lavori a ripensare a questo mantra, non più così "fisso" come un tempo. L'ondata di downgrade che ha coinvolto le società ha, a sua volta, aumentato a probabilità che si potesse assistere ad emissioni di titoli con cedole più consistenti, magari senza che il rischio percepito fosse effettivamente peggiorato. Inoltre, il continuo allargamento e restringimento degli spread ha offerto notevoli opportunità da cavalcare.
"Sembra che, nel lungo periodo, le nuvole inizino lentamente a diradarsi mentre il numero di nuovi contagi comincia lentamente a diminuire a livello globale e i governi continuano a concentrarsi sul mantenimento degli stimoli. Di conseguenza, i tassi d'interesse sono in una fase di fluttuazione e da inizio anno abbiamo già registrato movimenti significativi tanto negli Stati Uniti quanto nel Vecchio Continente. Il cuscino di protezione che il carry è in grado di offrire in un contesto di questo tipo sta diventando quasi scontato attirando di conseguenza l'attenzione di coloro che si occupano di asset allocation", sottolinea Andrey Kuznetsov, Senior Portfolio Manager di Federated Hermes.
I bassi rendimenti e l'elevata duration attualmente a disposizione, in un mercato che è vicino al punto più stretto dal punto di vista degli spread registrato negli ultimi 10 anni, apre le porte ad un downside materiale nel caso in cui il rischio non venga gestito in modo appropriato. "Come è facile attendersi, non tutti i mercati sono colpiti in egual misura. Per esempio, l'investment grade globale è in calo di quasi l'1,5% da inizio anno, mentre l'high yield globale è in rialzo dell'1,3%. Tale divergenza è un riflesso della maggiore sensibilità ai tassi d'interesse (definita da una duration più elevata) nella fascia qualitativamente più alta del mercato e di come ci sia ancora un potenziale di rialzo da trovare in alcune nicchie del mercato globale high yield", prosegue il gestore.
Per questo motivo, "con l'high yield globale a un livello di 6 punti base di distanza dal punto più stretto dell'ultimo anno e l'investment grade globale ad un livello simili e al punto più stretto dell'ultimo anno, insieme ad una ripresa dei tassi di interesse, significa che sarà più difficile generare rendimenti quest'anno senza ricorrere a una maggior attenzione alla selezione dei singoli nomi ed un approccio multi-asset e unconstrained ai mercati globali del reddito fisso", conclude Kuznetsov. (riproduzione riservata)