Henry Moore da record e capolavori di Magritte e Picasso: la notte d’oro di Christie’s Londra
Christie’s inaugura la stagione primaverile con tre aste serali che hanno totalizzato quasi 200 milioni di sterline
Londra torna protagonista del mercato internazionale dell’arte. Il 5 marzo Christie’s ha inaugurato la stagione primaverile con tre aste serali, 20th/21st Century: London Evening Sale, The Art of the Surreal Evening Sale e Modern Visionaries, The Roger and Josette Vanthournout Collection, che insieme hanno totalizzato 197,4 milioni di sterline. I risultati confermano la solidità del segmento alto del mercato: 96% dei lotti venduti e 98% per valore, con un incremento complessivo del 52% rispetto allo scorso anno.
Il segnale è chiaro: i collezionisti globali continuano a competere per opere di qualità museale, soprattutto quando arrivano sul mercato per la prima volta o con provenienze solide. E Londra, nonostante le trasformazioni del mercato globale, rimane una piazza centrale per l’arte moderna e contemporanea.
Chi è il King della serata? Henry Moore che battuto un nuovo record

Ad aprire la serata è stata la 20th/21st Century: London Evening Sale, con 36 opere di grandi maestri del Novecento e contemporanei. Il risultato complessivo è stato 114,1 milioni di sterline, in crescita del 39% rispetto al 2025. Il momento più atteso è arrivato con King and Queen (1952-53) di Henry Moore, monumentale doppio ritratto in bronzo considerato una delle sculture più iconiche dell’artista britannico (qui sopra). Si trattava dell’ultimo esemplare in mani private, acquistato direttamente dall’artista nel 1954 dalla stessa famiglia che lo ha custodito fino a oggi. Dopo otto minuti di rilanci serrati tra diversi offerenti, l’opera è stata venduta per 26,3 milioni di sterline, stabilendo il nuovo record d’asta per Moore e superando il primato precedente del 2016.

La serata è proseguita con una selezione molto varia, capace di attraversare oltre un secolo di arte. Tra i risultati più significativi: Le rond rouge, (1939), di Wassily Kandinsky, venduto per 12,5 milioni di sterline, e Schober (Haybarn), (1984) di Gerhard Richter, uno dei suoi grandi paesaggi degli anni Ottanta, aggiudicato per 8,4 milioni (qui sopra). Sempre Richter era presente con un altro lavoro della serie Abstraktes Bild del 1991, venduto per 7,6 milioni.

Tra i capolavori del Dopoguerra spiccano Le peintre et son modèle, (1964) di Pablo Picasso, aggiudicato per 8,52 milioni (qui sopra), e opere di Cy Twombly, Jean-Paul Riopelle, Kazuo Shiraga e Lucio Fontana. Interessante anche la presenza di artisti britannici: un ritratto di Frank Auerbach ha realizzato 698.500 sterline, mentre una grande tela astratta di Howard Hodgkin ha superato 1,27 milioni. Ottime performance anche per la scultura: il nodo di ferro forgiato Modulación del espacio III, (1963) di Eduardo Chillida ha raggiunto 3,34 milioni, oltre quattro volte la stima minima.

Dal Surrealismo ai record femminili
La seconda vendita della serata, The Art of the Surreal Evening Sale, giunta alla sua venticinquesima edizione, ha registrato un risultato quasi perfetto: 100% dei lotti venduti, per un totale di 42,9 milioni di sterline, pari al 151% della stima minima complessiva. «La 25ª edizione di The Art of the Surreal ha ancora una volta confermato la sua posizione come momento di riferimento per il Surrealismo in asta, con un tasso di venduto del 100%. Siamo particolarmente entusiasti di aver raggiunto importanti record mondiali d’asta per opere fondamentali di Toyen e Dorothea Tanning», ha raccontato Ottavia Marchitelli, responsabile della vendita The Art of the Surreal.

«Da oltre tre decenni, questa vendita plasma e sostiene il mercato dell’arte surrealista e dada, e i risultati di questa sera riflettono la duratura rilevanza e autorevolezza di questa visione. Siamo lieti che la vendita abbia risuonato così fortemente tra i collezionisti di tutto il mondo. L’entusiastica risposta in sala ha inoltre sottolineato l’eccezionale provenienza di queste opere, rimaste per decenni in collezioni private».

Il prezzo più alto è stato raggiunto da René Magritte con Les grâces naturelles (circa 1961), venduto per 8,52 milioni di sterline (qui sopra). Grande attenzione anche per altri lavori dell’artista belga, tra cui La jeunesse illustrée (1937) e Shéhérazade (1947-48).

Uno dei momenti più commentati della serata è stato il record mondiale per Dorothea Tanning: il piccolo dipinto Children’s Games (1942), appena 23 centimetri di altezza, ha raggiunto 4,68 milioni di sterline, quasi cinque volte la stima minima (qui sopra). Record anche per l’artista ceca Toyen, con Le devenir de la liberté (1946) venduto per 3,71 milioni. Tra gli altri risultati rilevanti figurano Joan Miró con Peinture (1949), venduto per 4,8 milioni, qui sotto; due opere di Paul Delvaux e lavori di Salvador Dalí, Max Ernst e Pablo Picasso, il cui Figure (1929) ha superato di quattro volte la stima minima.

La collezione Vanthournout
A chiudere la serata è stata l’asta Modern Visionaries. The Roger and Josette Vanthournout Collection, dedicata a una delle raccolte private europee più raffinate degli ultimi anni. Costruita nell’arco di oltre sessant’anni, la collezione ripercorre 150 anni di arte moderna, dal Simbolismo fino al Minimalismo e all’astrazione. La vendita ha totalizzato 35,3 milioni di sterline, con 25 opere presentate per la prima volta sul mercato.

Il lotto principale è stato Nu debout et femmes assises (1939) di Pablo Picasso, aggiudicato per 7 milioni di sterline dopo una competizione tra otto offerenti al telefono (qui sopra). Tra i risultati più interessanti anche Goslar Warrior di Henry Moore, venduto per 4,56 milioni, e Le lieu-dit (1955) di René Magritte, a 3,46 milioni. Diversi lotti hanno superato ampiamente le stime: Tracey Emin ha raggiunto 1,2 milioni di sterline con A certain degree of anger (2016), mentre la scultura Jeune fille à la tresse di Jacques Lipchitz ha superato di cinque volte la stima minima. Molto competitiva anche la fotografia di Man Ray La prière (1930), che ha moltiplicato di otto volte la valutazione iniziale.
Un nuovo simbolo per Christie’s

La serata londinese è stata anche l’occasione per presentare il nuovo rostrum d’asta di Christie’s, progettato con il Sir Jony Ive (storico designer di Apple) e il collettivo creativo LoveFrom. Realizzato in quercia proveniente da foreste sostenibili (le stesse utilizzate per il restauro della cattedrale di Notre-Dame) sostituisce il leggendario podio disegnato nel XVIII secolo da Thomas Chippendale, in occasione del 260° anniversario della casa d’aste. Un gesto simbolico che accompagna un mercato in trasformazione ma ancora guidato da pochi principi chiave: opere rare, provenienze impeccabili e storie capaci di attraversare il tempo. (Riproduzione riservata)
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