«Le nostre proposte terapeutiche sono sempre state impostate sulla volontà di fare qualcosa di nuovo»: la missione di Guna, azienda farmaceutica italiana attiva nella low dose medicine e nella medicina integrata, si può riassumere con queste parole dette dal presidente Alessandro Pizzoccaro a MF-Milano Finanza. Il progetto, avviato a metà degli anni ‘80, è tuttora in espansione.
Nel 2025 l’azienda ha generato un fatturato di 57,29 milioni di euro, di cui 10,31 all’estero, in crescita del 7,6% rispetto al 2024, e un ebitda di 5,72 milioni (dai 5,31 l’anno precedente). Quanto all’utile netto, la crescita è stata del 9,86% a 3,13 milioni a fronte dei 2,85 del 2024.
Guna produce farmaci «che possono venire utilizzati durante i primi sintomi, perché stimolano le difese immunitarie e impediscono che la malattia evolva rapidamente», ha spiegato Pizzoccaro. «Abbiamo poi ampliato ricerca e offerta» con nutraceutici e dispositivi medici iniettabili a base di collagene.
Negli anni la società ha collaborato con istituzioni quali l’Università Bicocca e l’ospedale Niguarda a Milano e l’Istituto Superiore di Sanità a Roma, pubblicando su argomenti come il morbo di Crohn o la prevenzione e il trattamento precoce delle infezioni respiratorie nei bambini.
L’obiettivo è accrescere l’export, visto che di m&a non si parla ancora: «La nostra azienda presenta aspetti particolari difficilmente interpretabili da altri», ha chiarito il presidente. Mentre sono centrali Usa e Sudamerica, la Cina «è un mercato difficile per specificità regolamentari» e «rappresenta una scommessa» interessante.
Sul calendario c’è ora la 5ª edizione del Symposium sulla Medicina dei Sistemi il 6 giugno al Piccolo Teatro a Milano assieme a professori e studiosi per contribuire a delineare la medicina del futuro. (riproduzione riservata)