L'accordo sulle terre rare con l'Ucraina potrebbe avvenire «nei prossimi due, tre giorni». Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, senza però fornire altre indicazioni. Non è chiaro se Trump, rispondendo alle domande dei giornalisti, abbia fatto un auspicio o parlato di svolta certa. Quel che è certo per il tycoon è che «l'Ucraina non ha mostrato abbastanza interesse nel raggiungere la pace perché gli Stati Uniti riprendano gli aiuti militari».
Dal canto suo Kiev proporrà al tavolo negoziale programmato nella giornata di martedì 11 marzo in Arabia Saudita un cessate il fuoco parziale con la Russia - in particolare per quanto riguarda gli attacchi con droni e missili a lungo raggio e operazioni di combattimento nel Mar Nero - per convincere gli Usa a riprendere gli aiuti e a riattivare l’accesso all’intelligence. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha messo in chiaro che l'Ucraina «cerca la pace sin dal primo secondo della guerra e abbiamo sempre detto che l'unica ragione per cui la guerra continua è la Russia».
Gli Usa invece staranno attenti a valutare se Kiev è disposta a fare concessioni materiali alla Russia per mettere fine alla guerra e se «gli ucraini siano seriamente intenzionati a migliorare i rapporti con l'amministrazione Trump», dopo il litigio in diretta mondiale alla Casa Bianca, riporta un funzionario a stelle e strisce.
E la Russia cosa pensa? Mosca ritiene che sia troppo presto per trarre conclusioni di vasta portata sulle prospettive di risoluzione del conflitto in Ucraina, ma ciò che la Russia ha sentito finora dai rappresentanti dell'amministrazione Usa di Trump è «nel complesso incoraggiante». Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov. «Non vorrei correre troppo. Come ha detto più volte il presidente Vladimir Putin, siamo sempre pronti ai negoziati, ma allo stesso tempo, i nostri interessi nazionali devono essere garantiti».
L’Ue si conferma «impegnata e pronta a sostenere l’Ucraina con GovtSatCom fino a quando Iris2 non sarà pienamente operativo. Abbiamo capacità satellitari in Ue e siamo pronti a sostenere l'Ucraina se necessario». Lo ha detto il portavoce della Commissione europea, quasi replicando a Elon Musk che aveva minacciato (prima di cambiare idea) di staccare Starlink all’Ucraina.
Allo stesso tempo, il premier britannico Keir Starmer ha convocato per sabato 15 marzo una videoconferenza con i leader della cosiddetta coalizione dei volenterosi per l'Ucraina, seguito di quella in presenza a Londra del 2 marzo scorso. Dovrebbero partecipare i leader di una 20na di Paesi.
In questo quadro, l’Italia «può avere un ruolo centrale» ha commentato il vicepremier Matteo Salvini. Il governo italiano «ha buone relazioni con il governo americano e quindi penso che l'Italia possa avere – come lo ebbe in passato con Berlusconi e con Craxi – un ruolo centrale, di ponte, di unione». L'Italia, rimarca il leader leghista, «può avvicinare, può unire l'Occidente isolando quelli che vorrebbero altri tre anni di conflitto» in Ucraina. (riproduzione riservata)