L’Iran ribadisce di avere pieno il controllo dello Stretto di Hormuz mentre in Pakistan si tenta un secondo round di negoziati. Gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner sono oggi nella capitale pakistana Islamabad. L’Iran, tuttavia, non intenderebbe trattare direttamente con la delegazione Usa e avrebbe consegnato le sue richieste ai mediatori pachistani.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha ribadito che la sua attenzione è rivolta in via prioritaria alla riapertura dello Stretto di Hormuz. «Il nostro obiettivo eè raggiungere una riapertura completa nei prossimi giorni e settimane, in conformità con il diritto internazionale, garantendo la libertà di navigazione senza pedaggi nello Stretto di Hormuz. Solo allora le cose potranno gradualmente tornare alla normalità», ha Macron in conferenza stampa ad Atene al fianco del primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis.
Il ministero della Salute di Beirut ha riferito che gli attacchi odierni di Israele nel sud del Libano hanno causato almeno quattro morti. Gli attacchi delle forze di difesa israeliane proseguono nonostante il fragile cessate il fuoco in vigore, prorogato di tre settimane dopo i colloqui avvenuti giovedì a Washington.
La Germania invierà presto un dragamine nel Mediterraneo per una possibile missione nello Stretto di Hormuz dopo la fine della guerra. Lo ha dichiarato una portavoce del ministero della Difesa. Il dragamine Fulda della Marina tedesca sarà schierato «nei prossimi giorni» per fornire un «contributo significativo e visibile a una coalizione internazionale che si impegna a proteggere la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz».
Il presidente Massoud Pezeskhian ha accusato gli Stati Uniti di avere colpito infrastrutture energetiche iraniane per alimentare il malcontento popolare. «I nemici stanno attaccando le nostre infrastrutture e ci stanno assediando affinché la popolazione si senta insoddisfatta e l'insoddisfazione si trasformi in malcontento», ha dichiarato a quanto riportato dall'agenzia Tasnim.
Si allontanerebbe la prospettiva di un colloquio a Islamabad tra le delegazioni di Iran e Stati Uniti. Lo ha riferito il portale emiratino Nukta, secondo cui le prospettive per la ripresa dei colloqui oggi starebbero svanendo rapidamente. L’Iran continua a insistere affincheé gli americani pongano fine al blocco dello Stretto di Hormuz come condizione preliminare.
Decine di manifestanti israeliani hanno protestato davanti alla residenza dell’ambasciatore statunitense Mike Huckabee a Gerusalemme per chiedere la fine del sostegno del presidente Usa Donald Trump al premier Benjamin Netanyahu. Lo riferisce la stampa israeliana. "Trump, ti ha ingannato", "Netanyahu ci indebolisce" sono alcuni degli slogan scritti su cartelloni e fotografie giganti esibiti dai manifestanti.
Come era stato preannunciato, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha consegnato al Pakistan la risposta di Teheran alle proposte degli Stati Uniti per i negoziati in corso. Secondo quanto riporta Irib news, Araghchi ha trasmesso le osservazioni al capo di Stato maggiore Asem Munir, mediatore tra Teheran e Washington. Il testo è «esaustivo» e contiene «tutte le considerazioni di Teheran», spiega l'emittente di Stato.
«Lo Stretto di Hormuz è sotto la saggia e forte gestione dell'Iran ed è diventato una leva di controllo per la realizzazione delle rivendicazioni della nazione iraniana», ha dichiarato il portavoce del ministero della Difesa iraniano, il generale di brigata Reza Talaei-Nik, citato da Press Tv. «Le forze nemiche nel Mar di Oman si sono ripetutamente ritirate di fronte alla risposta decisiva delle Forze Armate», ha assicurato
L’Iran annuncia di avere smantellato una rete di miliziani curdi che stavano preparando un attacco. Lo riporta l’agenzia Fars. Oltre 250 «agenti controrivoluzionari» sono stati arrestati «nel corso di una serie di operazioni nelle province del Kurdistan e di Kermanshah», si legge in una nota.
Le autorità iraniane hanno impiccato un altro dissidente, Arfan Kiani. Ne dà notizia l'agenzia Tasnim. Secondo Teheran Kiani era «un importante agente nemico coinvolto nelle rivolte del dicembre 2023 a Isfahan», si legge nella nota ufficiale, e «in missione per conto del Mossad, aveva distrutto e dato fuoco a proprietà pubbliche e private, seminato il terrore in tutta la città e compiuto atti di teppismo».
Non ci sono in programma colloqui diretti tra Iran e Stati Uniti a Islamabad. A ribadirlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Easmaeil Baqaei, all’arrivo in Pakistan con il ministro Abbas Araghchi.
Gli Stati Uniti non hanno i mezzi per imporre un blocco navale all’Iran. Ad assicurarlo è stato Gholam Hossein Mohseni Ejei, capo della magistratura iraniana, in un post sui suoi canali social riportato dalla televisione di stato. «Gli americani dovrebbero sapere che non hanno la capacita' di imporre un blocco navale all'Iran», ha detto.(riproduzione riservata)