Dopo il fallimento del vertice di Islamabad di sabato 11 aprile, Donald Trump ha ordinato un blocco navale dello Stretto di Hormuz per colpire l’economia iraniana, fermando le esportazioni di petrolio.
Nonostante ciò, una nave cinese ha attraversato lo Stretto e la Cina assume un ruolo sempre più centrale nella diplomazia; possibili nuovi negoziati tra Usa e Iran potrebbero riprendere presto.
Intanto Xi Jinping presenta un piano in 4 punti per la pace. Venerdì 18 aprile a Parigi si terrà la conferenza dei Paesi non belligeranti su possibile riapertura dello Stretto di Hormuz.
È terminato dopo due ore l’incontro a Washington tra gli ambasciatori di Israele e Libano ospitato dal segretario di Stato americano, Marco Rubio che ha definito l’incontro come una «opportunità storica».
Al tavolo co Rubio l’ambasciatore israeliano in Usa Yechiel Leiter e quella libanese Nada Hamadeh. Alle domande urlate dai giornalisti che chiedevano se ci sarebbe stato il cessate il fuoco tra Israele e Libano, Rubio ha lanciato un ultimatum al gruppo paramilitare sciita: «Si tratta di porre fine in modo definitivo a 20 o 30 anni di influenza di Hezbollah in questa parte del mondo e non solo ai danni che ha inflitto a Israele, ma anche a quelli che ha causato al popolo libanese». «Dobbiamo ricordare che il popolo libanese è vittima di Hezbollah. Il popolo libanese è vittima dell'aggressione iraniana. E questo deve finire», ha concluso.
Il presidente americano, Donald Trump, ha detto al New York Post che sono «possibili nuovi colloqui con l'Iran in Pakistan nei prossimi due giorni», ma «bbiamo in mente un altro luogo». «Si stanno muovendo delle cose ma non credo che sarà lì che faremo il nostro prossimo incontro», ha aggiunto il presidente riferendosi al Pakistan.
Nelle ultime ventiquattro ore «nessuna nave è riuscita a superare il blocco statunitense» e «sei navi mercantili hanno seguito le direttive delle forze americane per invertire la rotta e rientrare in un porto iraniano sul Golfo di Oman». Lo riporta il Comando centrale dell’esercito americano dando conto dell’operazione di blocco navale messo in atto sui porti iraniani. Un'operazione che sta impiegando - spiega ancora il Centcom - oltre 10 mila persone, tra marinai, marines e aviatori, oltre a una decina di navi da guerra e decine di aerei. «Il blocco viene applicato in modo imparziale contro le navi di tutte le nazioni in entrata o in uscita dai porti iraniani e dalle aree costiere, inclusi tutti i porti iraniani sul Golfo Arabico e sul Golfo di Oman. Le forze Usa stanno sostenendo la libertà di navigazione per le navi che transitano nello Stretto di Hormuz verso e da porti non iraniani», evidenzia ancora il Comanda centrale americano
Si terrà venerdì a Parigi una conferenza dei “Paesi non belligeranti” che mirano a «ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz». Lo fa sapere l’Eliseo. Il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro britannico Keir Starmer presiederanno la conferenza, che riunirà «Paesi non belligeranti pronti a contribuire» a «una missione multilaterale e puramente difensiva, volta a ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz quando le condizioni di sicurezza lo consentiranno», ha annunciato l’Eliseo.
Il Pakistan si sta attivando per favorire nuovi colloqui tra Stati Uniti e Iran, dichiarandosi pronto a ospitare tutti i round negoziali necessari per riportare la pace. I contatti diplomatici sono in corso e si lavora sia per far tornare le parti al tavolo, sia per prorogare il cessate il fuoco. Secondo fonti pakistane, un incontro potrebbe avvenire a breve, forse già prima della scadenza della tregua prevista per la prossima settimana, anche se la sede non è ancora stata definita. Lo ha detto alla tv satellitare al Jazeera un funzionario pakistano coperto da anonimato.
La Cina definisce «pericoloso e irresponsabile» il blocco voluto dagli Stati Uniti dello Stretto di Hormuz. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Affari esteri Guo Jiakun.
«Gli Stati Uniti hanno intensificato le operazioni militari e imposto un blocco mirato, che non farà altro che esacerbare le tensioni, indebolire un accordo di cessate il fuoco già fragile e compromettere ulteriormente la sicurezza del passaggio attraverso lo Stretto. Si tratta di un comportamento pericoloso e irresponsabile».
Secondo il New York Times, nei colloqui di Islamabad l’Iran ha proposto di sospendere l’arricchimento dell’uranio per 5 anni, ma Donald Trump ha respinto l’offerta, chiedendo invece uno stop di 20 anni a tutte le attività nucleari.
Restano aperti altri nodi cruciali, come la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e il sostegno iraniano a gruppi come Hamas e Hezbollah. Il punto centrale del conflitto rimane però il programma nucleare iraniano, che Teheran non vuole smantellare né trasferire all’estero.
Nonostante le divergenze, il fatto che si discuta sulla durata della sospensione lascia intravedere margini per un accordo, con la possibilità di nuovi negoziati nei prossimi giorni, anche se non è ancora stato fissato un incontro ufficiale.
Il presidente cinese Xi Jinping ha presentato una proposta in quattro punti per promuovere la pace e la stabilità in Medio Oriente nel corso di un incontro con il principe ereditario di Abu Dhabi Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan. Lo riporta l'agenzia cinese Xinhua. La proposta prevede il rispetto del principio della coesistenza pacifica, il rispetto del principio della sovranità nazionale, il rispetto del principio dello Stato di diritto internazionale e il rispetto del coordinamento tra sviluppo e sicurezza. La Cina, ha affermato Xi, intende continuare a giocare un ruolo «costruttivo» per la pace in Medio Oriente.
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