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ALESSANDRO FONTANA DIRETTORE CENTRO STUDI CONFINDUSTRIA
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Guerra in Iran, Confindustria: se il conflitto durerà fino all’estate, servirà uno scostamento di bilancio per aiuti alle imprese

27 aprile 2026, 17:17 Ultimo aggiornamento: 17:55

Il direttore del centro studi Alessandro Fontana avverte: una guerra prolungata in Iran potrebbe causare la più grave crisi energetica della storia. Necessari interventi nazionali ed europei

Se la guerra in Iran «finisse oggi», l'impatto «costerebbe 0,1-0,3 punti percentuali di crescita in meno all’economia italiana» ma «con una guerra lunga (quindi già fino a fine anno) potremmo trovarci nella più grave crisi energetica della storia». Queste le parole usate dal direttore del Centro Studi di Confindustria, Alessandro Fontana, nel corso dell'audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sul Documento di Finanza Pubblica.

D’altronde «dallo Stretto di Hormuz passa circa il 20% del petrolio e del gas destinati alle economie avanzate ed emergenti. In caso di chiusura, anche parziale, l'autonomia sarebbe limitata tra 6 e 11 mesi, di cui due già trascorsi. Esiste inoltre un rischio concreto di carenze di beni intermedi dall'Asia», ha spiegato Fontana.

Per l’Italia la principale «vulnerabilità è l'energia e rimarrà tale per anni». Adesso «è importante - visto che è la seconda volta che accade in pochi anni - mettere a terra una strategia per superarla che sia a milestone e target, come il Pnrr, fissando dei tempi e degli obiettivi, altrimenti rischiamo di trovarci molte altre volte in situazioni come questa anche se questa dovesse risolversi nel migliore modo possibile». Per di più serve, secondo Fontana, «un piano di emergenza, perché contano molto i tempi di reazione, per poter affrontare un'emergenza con un set» di interventi. A livello tanto nazionale quanto europeo.

Proposte a livello nazionale

Da un lato, «in osservanza del Temporary Framework» servirebbe – se la guerra perdurasse almeno fino all’estate – uno «scostamento di bilancio per aiuti di intensità proporzionata agli aumenti dei costi gas ed elettricità fino a dicembre 2026 per tutte le imprese in media, alta e altissima tensione» oltre ad «aiuti mirati e di maggiore intensità per le imprese elettrivore e gasivore». Oltre a questo gli industriali chiedono di «prorogare il taglio delle accise carburanti in scadenza il 2 maggio e aumentare il credito di imposta per l'autotrasporto merci, estendendone l'applicazione anche al trasporto passeggeri» con «aiuti mirati per il trasporto aereo e marittimo». Fontana domanda anche lo «sblocco immediato di tutte le procedure autorizzative pendenti riguardanti le fonti rinnovabili, la riforma della normativa e semplificazione delle procedure per portare le rinnovabili al 60% nel mix italiano entro 2030» e «autorizzare l'utilizzo di vettori energetici alternativi fino a dicembre 2026 per gli impianti industriali in Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia)». 

D’altronde, spiega ancora Fontana, «la politica di bilancio deve essere anti ciclica: nelle fasi negative occorre spendere risorse pubbliche per stabilizzare l’economia viceversa nelle fasi positive (es. pandemia)».

Proposte a livello europeo

Dall’altro lato, Confindustria segnala che, a livello europeo, serve sospendere il sistema Ets e «riformarlo per eliminare la speculazione finanziaria, mantenere le quote gratuite e rivedere i criteri per la loro assegnazione; eliminare l’applicazione sulla produzione termoelettrica alimentata a gas; sospendere l’aggiornamento dei benchmark». Allo stesso tempo andrebbe rinviato il termine ultimo del primo gennaio 2027 per l’addio definitivo al gas russo, «che rischia di determinare ulteriori strozzature sul lato offerta per gli europei», sottolinea Fontana.

Certo «l’assetto delle istituzioni europee è inadeguato a fronteggiare le attuali sfide (stabilizzazione macroeconomica, politica estera, difesa comune, politica industriale, politica energetica). Così è inevitabile il declino». Però, «un declino ancora peggiore deriverebbe dall’andare da soli», precisa Fontana. Ecco che «occorre federarsi con chi ci sta per avere la tempestività e l’efficacia dei governi sovrani e la forza di una dimensione adeguata». (riproduzione riservata)



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