Il botta e risposta tra Enav e Tim sulle responsabilità del guasto ai radar che ha paralizzato il traffico aereo nel Nord Italia sabato 28 giugno non è passato inosservato tra investitori e analisti. Il titolo Enav ha aperto scambiando in calo dello 0,57% per poi risalire e, a meno di un’ora dall’apertura di Piazza Affari, resta leggermente sopra la parità. Andamento opposto per Tim: dopo aver aperto in rialzo dello 0,6%, il gruppo tlc è sceso leggermente sotto la parità, scambiando in calo di meno dello 0,5% intorno a 0,42 euro.
Alle intorno alle 20.20 di sabato 28 giugno nella torre di controllo di Linate sono iniziati i primi malfunzionamenti, con i dati processati dal centro radar non venivano comunicati nel modo giusto. Poco dopo è stata avviata la sospensione dei movimenti nello spazio aereo gestito dallo stesso centro, che si trova nello scalo cittadino di Milano e copre Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle D'Aosta. Il blocco ha provocato deviazioni e cancellazioni per 320 voli.
Enav ha accusato Tim dell’accaduto. «Il problema ha riguardato la connettività che consente l'afflusso dei dati radar alla sala operativa ed è garantita da un fornitore esterno, Tim», ha comunicato in una nota Enav, assicurando di aver attivato «immediatamente il proprio sistema di emergenza basato su connettività satellitare». Un sistema necessario per «garantire la gestione sicura dei voli già presenti nello spazio italiano», ma non sufficiente per «la gestione continuativa del traffico».
Il comunicato di Enav non è passato inosservato dalle parti di Tim, che ha risposto a stretto giro escludendo proprie responsabilità e considerandosi «estranea ai fatti». Il gruppo tlc ha prima precisato che «la trasmissione dei dati viene garantita da sistemi ridondanti» per cui, se non funziona un canale, automaticamente se ne attiva un altro di backup.
Tim ha garantito di essere stato «costantemente operativo per monitorare la situazione e garantire i livelli di affidabilità richiesti dal sistema sia per la componente di propria responsabilità contrattuale sia a supporto di Enav». Il gruppo tlc ha infine sottolineato che «il funzionamento del radar dipende da diversi sistemi riferibili a differenti operatori» e sulla base delle informazioni in suo possesso «si considera estranea ai fatti».
Banca Akros sottolinea che, per Enav, la regolamentazione prevede «un meccanismo di bonus/malus (+/-2% dei costi determinati – impatto annuo di circa 13 milioni di euro) basato sul ritardo medio annuo, che non era incluso negli obiettivi aziendali».
Per Equita, inoltre, «il blocco temporaneo dei voli possa incidere marginalmente sui target di puntualità di Enav, con un impatto leggermente negativo sul bonus di puntualità/capacity che Enav riceve in tariffa». Le stime di Equita includono un bonus di circa 10 milioni per Enav sul 2025, rispetto a un massimo possibile tra i 15 e i 16 milioni.
Ovviamente tutto dipenderà se Enav sarà ritenuta responsabile del disservizio, visto che l’ente ha attribuito il problema a Tim, mentre il gruppo tlc ha negato responsabilità dirette. (riproduzione riservata)