Sell in May and go away? Mai come quest’anno l’antico adagio di Wall Street riecheggia nelle mente degli investitori complici valutazioni da capogiro, nuovi record storici e (quasi) outsider, Bitcoin su tutti, che stanno facendo registrare performance a dir poco esagerate. Alla luce di questi e molti altri fattori, i portfolio manager si stanno arrovellando per cercare di capire le prossime mosse da attuare, tenendo in considerazione i numerosi eventi di importante caratura che si terranno durante il prossimo mese e non solo.
“Molti di noi sono rimasti a scervellarsi per risolvere il grattacapo di conciliare gli spettacolari dati economici statunitensi di giovedì scorso con il calo dei tassi a lungo termine nello stesso giorno. Le vendite al dettaglio, stimolate dall'ultimo disegno di legge di 1,9 miliardi di dollari, sono salite alle stelle a +9,8% a marzo, ben al di sopra delle aspettative del 5,7%, mentre le richieste di sussidi di disoccupazione settimanali sono crollate a 576.000, il livello più basso dopo la pandemia, rispetto ai 701mila previsti dal consensus”, analizza Fabrizio Quirighetti, cio e Head of multi-asset di Decalia.
Sia l'indice Empire State che l'indice manifatturiero Philadelphia Fed sono saliti di nuovo in aprile, sopra le aspettative, a livelli che fanno ben sperare per l'indice Ism che sarà pubblicato all'inizio di maggio. Senza dimenticare che sia l’Ipc headline che quello core degli Stati Uniti sono aumentati leggermente più del previsto a marzo (rispettivamente +0,6% contro +0,5% e +0,3% contro +0,2%). “Come ha reagito il tasso a 10 anni degli Stati Uniti a questa raffica di dati economici spettacolari? Scendendo di quasi 10 punti base, chiudendo all'1,54% giovedì, il suo livello di trading più basso da metà marzo”, sottolinea il cio di Decalia.
Secondo Quirighetti, sono diverse le domande da porsi in vista del prossimo mese e non solo. Dalla direzione futura della crescita economica, una volta che il sostegno artificiale e temporaneo di queste politiche fiscali straordinarie svanirà, a quanto influirò la decisione di sospendere l'uso del vaccino J&J, o più in generale il rischio che la lotta contro il Covid-19 sia ancora lontana dall'essere finita. Vi saranno poi altre fattispecie da monitorare, come le dinamiche geopolitiche e, in particolare, le nuove sanzioni alla Russia da parte dell’amministrazione Biden.
"Può darsi che il mercato obbligazionario ora sia d'accordo con le opinioni che le pressioni inflazionistiche saranno transitorie e crede alla Fed, quando il suo presidente, Jerome Powell, ha detto che non alzerà i tassi prima di molto tempo. Un'altra spiegazione per un livello dei tassi come l’attuale potrebbe essere che gli investitori europei e giapponesi stanno impiegando parte del capitale nel mercato del tesoro statunitense, beneficiando della ripida curva dei rendimenti Usa, che ora offre un valore relativo, tenendo conto dei costi di copertura dei cambi, rispetto ai rendimenti simili del Bund tedesco a 10 anni o del Jgb”, afferma Quirighetti.
Ad ogni modo, questo calo del rendimento delle obbligazioni Usa a 10 anni, che si è verificato proprio quando i dati Usa hanno stupito così tanto al rialzo, è stato alquanto curioso. “Forse non dovremmo analizzare troppo la cosa, semplicemente chiudere gli occhi e goderci il ritorno di uno scenario alla "Goldilocks", dove la maggior parte dei portafogli long only, plain vanilla e bilanciati ne stanno traendo beneficio”, analizza il cio di Decalia, secondo cui, “per i lettori francofoni di una certa età, le ultime settimane ricordano un "momento del voto di Jacques Martin": tutti vincono e ricevono tonnellate di regali gratificanti per il proprio posizionamento: duration lunga, sovrappeso sul credito, orientamento verso lo stile growth, investitori value, fanatici dell’oro, chi preferisce i ciclici, chi preferisce i titoli difensivi, fanatici delle criptovalute, investitori in Usa o no. Alla fine, tutti hanno registrato performance gratificanti da metà marzo”, afferma l’Head of multi-asset di Decalia.
Guardando le attuali condizioni finanziarie, il momento sembra in effetti molto favorevole. Bassa volatilità generale (valute, azioni, credito e ora anche tassi), nuovi massimi del mercato azionario, spread di credito storicamente ridotti, Banche Centrali molto accomodanti, in particolare la Fed, che ha già comunicato la volontà di rimanere in attesa e puntare ad una crescita più inclusiva. L’elenco potrebbe continuare all’infinito, considerando i tassi reali a lungo termine negativi ovunque nei mercati sviluppati, un sostegno fiscale incondizionato, poche incertezze sulla crescita economica (in pieno boom) nei prossimi trimestri e bilanci solidi sia delle aziende che delle famiglie. Insomma, le condizioni finanziarie non sono mai tornate così velocemente in un territorio "facile" dopo una tale recessione. Tuttavia, il problema ora resta inquadrare se e quando tutto ciò si avvierà verso una fine che, ad oggi, sembra ancora piuttosto lontana.
“Con la crescita economica vicina al suo parossismo e la facilità delle condizioni finanziarie al livello minimo, il contesto inizierà presto a diventare più impegnativo, probabilmente quest’anno, dopo la "grande" riapertura della maggior parte delle economie sviluppate. Ad un certo punto, l'offerta di denaro comincerà a moderarsi, la crescita economica tornerà al suo trend di confusione, e dovremo capire come pagheremo questi massicci stimoli fiscali sulle economie sviluppate”, analizza Quirighetti. Di sicuro, i governi e le Banche Centrali hanno “dato un calcio al barattolo così forte e così lontano che abbiamo quasi dimenticato questioni strutturali chiave come la prevalente bassa crescita e l'elevato debito che ci aspetta dietro l’angolo di fine anno”. Senza contare le aspettative di inflazione, che potrebbero anche continuare a salire sulla scia del nuovo quadro di riferimento della Fed.
Meglio rilassarsi in aprile o essere prudenti visto che maggio è alle porte? “Questa settimana inizia con una modalità abbastanza tranquilla in termini di pubblicazione di dati economici. Gli investitori dovranno aspettare fino alla fine della settimana per alcuni punti salienti con la riunione della Bce e la successiva conferenza stampa della Presidente Lagarde e il comunicato dei Pmi flash di aprile da tutto il mondo venerdì”, analizza l’esperto. Di conseguenza, “la stagione degli utili sarà probabilmente in primo piano, con 80 società dell'S&P 500 che riporteranno questa settimana e altre 54 dello Stoxx600. Gli investitori, infine, continueranno ovviamente a prestare attenzione ai nuovi casi di Covid-19, all'andamento delle restrizioni e alle notizie sui vaccini”, conclude Quirighetti. (riproduzione riservata)