Tentativi di dialogo tra Google e la Commissione Europea. Sul tavolo c’è la chiusura della procedura antitrust che l’esecutivo comunitario ha aperto nei confronti di Alphabet, la holding che controlla Google, e che - secondo indiscrezioni - rischia di concludersi con una multa record per violazione delle regole europee sui mercati digitali.
Nello specifico, secondo la testata tedesca Handelsblatt, la Commissione Ue potrebbe sanzionare la big tech per «diverse centinaia di milioni di euro» ai sensi del Digital Markets Act (Dma). Google ha quindi fatto sapere di essere in contatto con l’esecutivo comunitario per risolvere la questione.
«Siamo desiderosi di portare a termine questa indagine in modo da poter tornare a sviluppare prodotti innovativi per i nostri utenti» , ha dichiarato un portavoce di Google a MT Newswires il 26 maggio. «Le modifiche che abbiamo già apportato a Google Search ai sensi del Dma rappresentano il più grande declassamento nella storia del prodotto, creando un’esperienza di seconda categoria per gli europei a vantaggio di pochi ricorrenti interessati».
Un portavoce della Commissione ha replicato che l’Ue sta conducendo «ampie discussioni» con Google, aggiungendo che limitarsi a sanzionare la big tech «formalizzerebbe la violazione senza risolvere il problema».
Nel marzo 2025 l’antitrust europeo ha aperto un’indagine sospettando che Google dia priorità ai propri servizi nei risultati di ricerca, pratica che costituisce una violazione del Dma.
A maggio le autorità di regolamentazione europee hanno concesso a Google «un po’ più di tempo» dopo che le proposte iniziali sono state giudicate «non abbastanza incisive», come riferito dal portavoce della Commissione Thomas Regnier.
Google ha già ricevuto diverse sanzioni da parte dell’Ue. In particolare, la società è stata oggetto di tre maxi multe tra 2017 e 2019. Nel 2017 Alphabet è stata accusata di aver favorito il proprio servizio di comparazione dei prezzi nei risultati di ricerca, penalizzando sistematicamente i concorrenti, e per questo ha avuto una sanzione da 2,4 miliardi di euro.
L’anno successivo il gruppo è stato oggetto di una maxi penalità da 4,3 miliardi per abuso di posizione dominante attraverso il sistema operativo mobile. Infine, nel 2019 è arrivata una multa da 1,5 miliardi per clausole restrittive applicate nei contratti pubblicitari con siti web di terzi. Tuttavia, quest’ultima sanzione è stata annullata dalla Corte di Giustizia Ue nel 2024. (riproduzione riservata)