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La sede della libreria Hoepli nell'omonima via a Milano
La sede della libreria Hoepli nell'omonima via a Milano
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Gli eredi litigano, la casa editrice Hoepli finisce in liquidazione: 90 dipendenti a rischio. Il socio Nava: continuerò a oppormi

di Raffaele Crocitti
10 marzo 2026, 19:11 Ultimo aggiornamento: 19:14

Decisivi i bilanci in rosso e la crisi del settore editoriale. La nota della storica società editrice titolare anche dell’omonima libreria nel centro di Milano: «Pieno rispetto dei diritti dei creditori, dei dipendenti e di tutti i soggetti interessati». L’allarme dei sindacati e l’appello del sindaco Beppe Sala

La storica casa editrice e libreria milanese Hoepli va in liquidazione. Si conclude dopo 156 anni la storia di uno dei punti di riferimento della cultura italiana. L’assemblea dei soci ha deciso nel pomeriggio di martedì 10 lo «scioglimento volontario della società e la sua messa in liquidazione all’esito di una sofferta e approfondita riflessione sulla situazione complessiva della società», come indicato in una nota.

Sono risultati decisivi – continua il comunicato della casa editrice milanese – i «risultati di esercizio negativi (il 2025 si è chiuso con un rosso da un milione, ndr) correlati con l’andamento previsionale del mercato editoriale e librario e la consistente impossibilità di far cessare il gravoso conflitto endosocietario» tra i vari rami della famiglia storica azionista della casa editrice. 

Per i soci di maggioranza, la liquidazione volontaria era la «unica soluzione giuridicamente appropriata per evitare la dispersione del patrimonio aziendale e assicurarne, per quanto possibile, la migliore salvaguardia».

Lo sciopero dei dipendenti e lo scontro tra gli eredi

Una notizia che giunge dopo settimane travagliate. Mentre i soci erano riuniti in assemblea, all’esterno della sede dell’omonima via nel centro di Milano i dipendenti scioperavano: sono una novantina le persone che ora vedono a rischio il proprio posto di lavoro. Tra i cartelli mostrati dai lavoratori figurava la frase «Hoepli patrimonio di Milano». «Nonostante i ripetuti inviti a presentare un piano industriale che definisse i progetti futuri, a tutt’oggi non abbiamo nessuna prospettiva», hanno spiegato.

Negli scorsi giorni era intervenuto anche il sindaco del capoluogo lombardo Beppe Sala con un appello ai proprietari della casa editrice: «Mi auguro che il senso di responsabilità nei confronti in primis dei dipendenti della libreria, ma anche di tutte le lettrici e i lettori affezionati prevalga sui dissapori in seno alla famiglia».

La crisi del settore dell’editoria ha aggravato una situazione economica e societaria già tesa per la casa editrice per la battaglia legale tra i tre fratelli Hoepli Giovanni, Matteo e Barbara con il cugino Giovanni Nava, socio al 30% della Hoepli spa, sulla gestione della libreria e dell’azienda editoriale.

A seguito della decisione, Nava ha dichiarato: «Prendo atto con grande dispiacere della decisione della maggioranza dei soci di Hoepli spa, che in assemblea hanno votato a favore della liquidazione della società e della cessione dell’azienda anche frazionata in rami o, addirittura, del tutto disgregata. Mi sono opposto nel corso della riunione a questa deriva, senza che l’attuale maggioranza abbia neppure considerato di farsi da parte e affidare il rilancio della società ad un nuovo management capace di immaginare ed attuare un progetto in tal senso. Continuerò la battaglia in tutte le sedi e con ogni mezzo messo a disposizione dalla legge per cercare di salvaguardare l’attività della casa editrice e della libreria che sono un pezzo della storia d'Italia ancora oggi viva e produttiva grazie all’impegno dei 90 lavoratori e lavoratrici di Hoepli spa».

La liquidazione è stata affidata all’avvocata Laura Limido. La società, sempre nella nota, spiega che questa fase avverrà nel «pieno rispetto dei diritti dei creditori, dei dipendenti e di tutti i soggetti interessati».

il flash mob di sabato 14 della Cgil

«La liquidazione non è solo una resa imprenditoriale, ma è una mossa che antepone la drastica e frettolosa soluzione di screzi familiari al futuro di un'azienda, di 90 dipendenti, di una storica libreria indipendente, presidio culturale della città di Milano»: la Cgil ha invitato «tutta la cittadinanza» a partecipare a un flash mob sabato 14 alle ore 11 davanti alla libreria Hoepli. «Chiediamo a tutta la città di mobilitarsi e di partecipare al flash mob» perché «la storia di Milano non si liquida».(riproduzione riservata)



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