Per dimostrare di essere davvero dalla parte dei giovani e allo stesso tempo contribuire alla stabilità del sistema previdenziale, MF-Milano Finanza suggerisce una doppia ricetta: stabilire per legge sconti fiscali per l’immediato riscatto della laurea e l’obbligatorietà di aprire al primo lavoro utile un fondo di previdenza integrativa.
Una duplice proposta che trova l’appoggio di tutto il continuum politico. Dalla maggioranza all’opposizione.
Partendo da quest’ultima, il vicepresidente del Movimento Cinque Stelle nonché senatore Mario Turco ha evidenziato che «il tema posto non solo è attuale ma è anche non più rinviabile: c’è il serio rischio che un’intera generazione, pur studiando di più e lavorando più a lungo, si ritrovi domani con pensioni insufficienti. Le misure in esame, in linea con diverse proposte avanzate dal M5S, meritano quindi attenzione e un confronto approfondito».
Nello specifico, «il riscatto della laurea dovrebbe essere maggiormente sostenuto dallo Stato, soprattutto per i redditi medio-bassi e per i percorsi formativi strategici: sanità, ricerca, innovazione, competenze Stem, transizione digitale ed ecologica». Sarebbe inoltre opportuno, secondo Turco, «estendere tali strumenti anche agli Its e all’alta formazione tecnica, evitando che vengano percepiti come privilegi destinati esclusivamente ai laureati».
Anche il nodo della previdenza integrativa «va affrontato con equilibrio e responsabilità». All’introduzione di obblighi rigidi in materia, «sarebbero preferibili meccanismi di adesione automatica con possibilità di recesso, accompagnati da incentivi pubblici e da una maggiore partecipazione contributiva delle imprese», ha precisato il senatore pentastellato.
Nessuna riforma, però, «potrà essere davvero efficace senza politiche capaci di garantire lavoro stabile, salari dignitosi e continuità contributiva». La sicurezza sociale «si costruisce anzitutto attraverso la qualità del lavoro e una visione in grado di ricostruire un autentico patto generazionale tra Stato, imprese e nuove generazioni», ha aggiunto Turco. Mentre oggi «molti giovani entrano nel mercato del lavoro sempre più tardi, spesso con salari bassi, precarietà diffusa e carriere discontinue». Ecco che è sempre più urgente «superare definitivamente la stagione degli stage gratuiti, introducendo forme minime di retribuzione e il riconoscimento dei contributi previdenziali, affinché formazione e ingresso nel lavoro non coincidano più con nuove aree di sfruttamento e vuoti contributivi».
La proposta di MF raccoglie consensi anche all’interno della maggioranza che sostiene il governo guidato dalla premier Giorgia Meloni.
La sfida previdenziale in Italia «non può più essere rinviata, e affrontarla mettendo al centro i giovani è non solo giusto, ma indispensabile», ha, infatti, sottolineato il deputato della Lega, Giulio Centemero. Per farlo, bisogna «uscire dalla logica del breve periodo, visto che parlare oggi di giovani, lavoro e pensioni significa avere il coraggio di guardare ai prossimi venti o trent’anni, non soltanto alla prossima legge di bilancio».
Per troppo tempo in Italia «il tema della previdenza è stato percepito come distante dalle nuove generazioni. Eppure è esattamente sui giovani che si gioca la sostenibilità futura del sistema» e non «possiamo continuare a chiedere ai giovani di sostenere un sistema senza offrire loro strumenti adeguati per costruire il proprio futuro», ha voluto evidenziare il leghista.
L’idea di MF di favorire il riscatto della laurea e di incentivare la previdenza complementare fin dal primo impiego «va nella direzione giusta», secondo Centemero, pur nella consapevolezza che «naturalmente ogni proposta deve essere accompagnata da attenzione ai conti pubblici e da strumenti fiscali sostenibili».
Allo stesso tempo non bisogna scordare che «rafforzare la cultura della previdenza complementare significa anche promuovere educazione economica, responsabilità individuale e stabilità sociale». Ossia, spiega Centemero, «è importante che il primo approccio al lavoro non sia solo legato allo stipendio immediato, ma anche alla costruzione di una sicurezza futura».
In questo senso è importante il lavoro che il presidente dell’Inps, Gabriele Fava, sta iniziando a portare avanti, «affrontando il tema previdenziale non soltanto dal punto di vista tecnico o burocratico, ma come una grande questione sociale e generazionale: un cambio di approccio significativo». E anche «come maggioranza abbiamo già iniziato a muoverci in questa direzione anche sul piano culturale e formativo. Per esempio, con la Legge Capitali abbiamo introdotto l’educazione finanziaria tra le materie da sviluppare nelle scuole: un passaggio fondamentale per costruire una piena coscienza economica e previdenziale sin dai banchi di scuola». Questo perché, ha ribadito Centemero, «non può esistere una previdenza moderna senza cittadini consapevoli. Educare i ragazzi al risparmio, agli investimenti, alla pianificazione del futuro e al funzionamento del sistema pensionistico significa renderli più liberi e più forti nelle scelte della loro vita».
Insomma quel che è certo, ha aggiunto il deputato leghista, è che «investire sui giovani non è un costo: è la condizione necessaria per mantenere forte il sistema economico e sociale italiano nei prossimi decenni». (riproduzione riservata)