Piazza Affari chiude in calo con il Ftse Mib che a fine giornata ha ceduto il 2,8%.
Da segnalare che Banca centrale europea ha deciso di mantenere invariati i tre tassi di interesse di riferimento. Le prospettive per i prezzi dell'energia, benché altamente variabili, si collocano al momento su livelli prossimi allo scenario di base delle proiezioni formulate a giugno dagli esperti dell'Eurosistema e ben al di sopra di quelli registrati prima del conflitto in Medio Oriente, ha affermato l'Istituto di Francoforte.
Sul fronte dei dati macro l'indice di fiducia delle imprese francesi è salito a 97,2 punti a luglio dai 95 rivisti di giugno, secondo i dati pubblicati dall'istituto statistico nazionale Insee. Negli Usa, invece, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione (dato destagionalizzato) si sono attestate a quota 187.000 unità, in calo di 22.000 unità rispetto al dato rivisto della settimana precedente.
Per quanto riguarda la situazione in Medio Oriente gli Stati Uniti hanno inviato ulteriori forze, personale medico e armamenti in Medio Oriente per essere pronti qualora il presidente Usa, Donald Trump, decidesse di estendere il conflitto contro l'Iran. I dati di tracciamento dei voli e le dichiarazioni di funzionari statunitensi confermano che le forze speciali sono state dispiegate nella regione la scorsa settimana, scrive il Wall Street Journal secondo quanto riporta Sky News Uk.
A Milano male Stm (-17,7%) che ha chiuso il secondo trimestre con ricavi in aumento del 26% a/a a 3,49 miliardi di dollari. In termini sequenziali, il dato è salito del 12,7%, 110 punti base al di sopra del valore intermedio della guidance. L'utile lordo è ammontato a 1,22 mld usd (+31,1% a/a)
Giù pure Moncler (-7,88%) dopo i conti. L'Ebit di gruppo nei primi sei mesi dell'anno è salito a 245,5 mln euro (224,8 mln nello stesso periodo del 2025), con un'incidenza sui ricavi del 19% rispetto al 18,3% del primo semestre 2025. Il risultato netto di gruppo è aumentato, invece, a 164,7 mln (153,5 mln nel primo semestre dello scorso anno).
Focus anche su Unicredit (-4,8%) che ha messo a segno il 22* trimestre consecutivo di crescita definita redditizia e di qualità, nonostante una posta straordinaria da 245 milioni (261 milioni nei sei mesi) connessa all'incremento della quota in Commerzbank e relativa protezione. Escludendo questo impatto, il semestre è il più forte di sempre sostenuto da forti incrementi di quote di mercato in segmenti e prodotti mirati che permettono al gruppo di rivedere al rialzo la guidance sull'utile per il 2026, 2028 e 2030 prima del consolidamento di Commerzbank.
Denaro, infine, su Amplifon (+1,25%) in scia all'upgrade di Citi da neutral a buy e su Eni (+2,96%).