La Guardia di Finanza è in prima linea nella tutela del «Made in Italy» e nella lotta alla contraffazione. Nel corso del 2025 sono stati 9.044 gli interventi complessivamente condotti, con 4.066 soggetti denunciati. I numeri sono significativi: 81,3 milioni di prodotti contraffatti sequestrati. Le tipologie di beni maggiormente contraffatte sono: giocattoli (31%), packaging (27%) oggettistica religiosa (15%) e incisioni, stampe, litografie (9,5%). Per quanto attiene alla tutela del Made in Italy sono stati sottoposti a sequestro in tutta Italia oltre 30 milioni di prodotti.
Per il Giubileo 2025 sequestrati oltre 2,3 milioni di souvenir contraffatti (tra cui rosari, pendagli, bracciali e medagliette) riportanti le effigi del Pontefice, immagini sacre e stemmi del Vaticano. A rischiare sanzioni importanti non è solo chi vende, ma anche chi acquista: per il consumatore la sanzione amministrativa oscilla tra i 300 e i 7.000 euro.
A proposito di Made in Italy, il registro Speciale dei marchi storici di interesse nazionale ha raggiunto il traguardo dei 1.000 iscritti: un ecosistema composto da 780 imprese titolari che generano un volume d'affari complessivo di 93,6 miliardi di euro e garantiscono l'occupazione di 363.201 addetti. Questa la fotografia scattata dal rapporto «L’Italia dei 1.000 marchi Storici di Interesse Nazionale. Numeri, territori e prospettive di un patrimonio industriale del Made in Italy» presentato a Palazzo Piacentini in occasione della giornata del Made in Italy.
«Parliamo, dunque, di un traguardo che va oltre il valore simbolico e conferma la vitalità del nostro patrimonio industriale e manifatturiero, capace di coniugare tradizione, qualità, innovazione e competitività, dimostrando come la storia produttiva italiana non sia un retaggio del passato, ma una leva strategica per affrontare le sfide di un contesto globale sempre più complesso», ha sottolineato il ministro Adolfo Urso.
Il cuore pulsante di questo sistema è rappresentato dalle «4 A» del Made in Italy (Agroalimentare, Automazione, Abbigliamento, Arredo), che da sole valgono 76,1 miliardi di euro (l'81,3% del totale economico rilevato), con una netta prevalenza della filiera agroalimentare (53,7 miliardi euro).
A livello territoriale, si conferma la forza dei poli manifatturieri del Nord: la Lombardia guida la classifica per fatturato (49,1%) e numero di marchi (28,3%), seguita da Veneto (14,2%) e Piemonte (12,9%).
Questi dati si inseriscono in una cornice «complessa, probabilmente la fase più difficile congiuntura degli ultimi decenni, ma con una consapevolezza: che l’Italia può dimostrare ancora una volta di che pasta è fatta, è in grado di raggiungere nuovi traguardi. Perché è la nostra storia che parla per noi: nei momenti più difficili abbiamo sempre dato il meglio di noi stessi. Lo abbiamo fatto, e possiamo rifarlo», ha dichiarato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel messaggio inviato all’evento. (riproduzione riservata)