Il riconoscimento geopolitico è innegabile. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è l’unica leader europea che ha avuto accesso al 46 esimo Consiglio di cooperazione del Golfo, invitata personalmente dal re del Bahrein Hamad bin Isa Al Khalifa. Un invito che suggella un asse ormai strategico e apre la strada a una cooperazione ancora più solida che, questa volta, coinvolgerà anche le industrie italiane.
Il Vertice, che si concluderà mercoledì 3 dicembre a Bahrein, è altamente selettivo. Oltre ai sei stati membri del Consiglio (Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman, Qatar) è raro che vengano accolti leader provenienti da altri Paesi. Negli ultimi anni figurano il presidente turco Recep Erdogan (2023) e il presidente cinese Xi Jinping (2022). Ma per trovare un leader europeo bisogna tornare al 2016, con l’invito alla premier britannica Theresa May.
Come da attese, per la seconda giornata, Meloni ha incontrato il re Hamad bin Isa Al-Khalifa e ha presieduto la firma di nuovi accordi industriali Italia-Bahrein, prima di partecipare al vertice del Consiglio di cooperazione del Golfo, incentrato su questioni di sicurezza regionale, difesa congiunta ed economia.
Palazzo Chigi ha riferito che il colloquio con Al-Khalifa ha confermato la volontà, da entrambe le parti, di approfondire il percorso di collaborazione economica avviato nell’ultimo anno. E infatti, durante la cerimonia, sono stati formalizzati due accordi: uno tra Fincantieri e il cantiere navale governativo Asry, l’altro tra la pugliese Roboze e lo stesso gruppo bahreinita.
Il memorandum firmato da Fincantieri arriva dopo una serie di missioni tecniche che hanno valutato le capacità produttive di Asry. L’intesa apre la strada a una possibile collaborazione nella progettazione e costruzione di unità militari e offshore fino a 80 metri, sia per il mercato locale sia per l’export, quest’ultimo in sinergia con la joint venture Maestral negli Emirati Arabi Uniti. La partnership esplorerà anche la progettazione e costruzione di unità offshore di dimensioni analoghe, oltre all’esecuzione di contratti export nell’area del Golfo.
Roboze, azienda italiana specializzata nella manifattura additiva e già partner di Leonardo, Fincantieri e Ferrari, avvia invece il percorso per un contratto destinato alla creazione di una smart factory in Bahrein. Il nuovo impianto permetterà ad Asry di produrre componenti oggi acquistati all’estero, riducendo tempi e costi della supply chain grazie all’impiego di tecnologie avanzate di stampa 3D. (riproduzione riservata)