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Recep Tayyip Erdogan e Giorgia Meloni
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Giorgia Meloni accoglie Erdogan a Roma: obiettivo interscambio a 40 miliardi tra Italia e Turchia

29 aprile 2025, 14:50 Ultimo aggiornamento: 20:56

I due leader parleranno soprattutto di difesa ma anche di come rafforzare i rapporti commerciali e industriali tra i due Paesi

Italia e Turchia fianco a fianco su una vasta gamma di temi centrali: dal commercio all’aerospazio, passando per la sicurezza e l’energia.

La premier Giorgia Meloni ha infatti accolto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan a Villa Pamphilij, a Roma per il quarto vertice intergovernativo Italia-Turchia, dopo l’edizione precedente tenutasi ad Ankara nel luglio del 2022. Il summit era previsto prima della partenza per Washington della presidente del Consiglio italiana ma rimandato di una decina di giorni ad oggi, 29 aprile, proprio per permettere a Meloni di incontrare Donald Trump.

Stretta di mano tra i due leader, a favore di telecamere, e picchetto d’onore ad accogliere il presidente turco, che ha prontamente invitato la premier e il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella a fargli visita a Instanbul. 

Erdogan e Meloni si sono incontrati già cinque volte, con un rilancio delle relazioni che ricorda i tempi in cui il premier in Italia era Silvio Berlusconi e il leader di Ankara ricopriva ancora la carica di primo ministro. La premier italiana, lo scorso anno, ha anche invitato al G7 di Borgo Egnazia il presidente turco.

In questo momento storico l'incontro riveste però una rilevante importanza strategica, visto che nonostante i problemi di politica interna, il legame tra la Turchia e le potenze atlantiche resta solido, ed Erdogan punta ancora al processo di adesione all'Unione europea. Nondimeno a giugno la Turchia parteciperà al vertice Nato all'Aja, in Olanda, dove dovrebbe arrivare anche Donald Trump. La Turchia, inoltre, dopo gli Stati Uniti, è il Paese dell'Alleanza Atlantica più potente dal punto di vista militare e in prima linea nello scacchiere mediorientale sin dalla Guerra Fredda.

Infatti il bilaterale si è soffermato sul tema sicurezza toccando, oltre ai rapporti tra Roma e Ankara, le questioni dell'attualità internazionale, dall'Ucraina alla guerra a Gaza, passando per la Libia, i flussi migratori, l'instabilità crescente in Libano e le minacce marittime degli Houthi nel Mar Rosso, la transizione politica in Siria e la necessità di coordinamento all'interno della Nato. In particolare «abbiamo ribadito il pieno sostegno agli sforzi del presidente Trump per arrivare a una pace giusta e duratura in Ucraina», e «penso che l'incontro a San Pietro fra il presidente degli Stati Uniti e quello ucraino abbia avuto un significato enorme. Nutriamo tutti la speranza che possa rappresentare un punto di svolta» ha dichiarato la premier Giorgia Meloni nelle dichiarazioni alla stampa assieme al presidente turco Recep Tayyip Erdogan, dopo il vertice intergovernativo Italia-Turchia. 

La cooperazione a tutto campo tra Italia e Turchia

Però la cooperazione tra Italia e Turchia è «a tutto campo», aggiunge Meloni, come dimostrano sono le molte intese a livello governativo siglate dai due Paesi, che «confermano la solidità dei nostri rapporti ma gettano anche le basi per rafforzare ancora il nostro partenariato». 

Innanzitutto l’interscambio tra Italia e Turchia ha raggiunto la cifra di 30 miliardi di euro nel 2024, con un incremento di oltre il 15% rispetto all’anno precedente e con un surplus commerciale per l'Italia di 5,5 miliardi di euro. Tanto che Roma è arrivata ad essere il quarto principale fornitore e quinto mercato di destinazione per Ankara, confermandosi il primo partner commerciale nell'area mediterranea e il secondo all'interno della Ue (solo dopo la Germania).

Superando quota 30 miliardi «abbiamo raggiunto con cinque anni di anticipo l'obiettivo dell'interscambio fissato in occasione dell'ultimo vertice intergovernativo nel 2022 e quindi abbiamo deciso di fissare un nuovo obiettivo, ossia che nel medio periodo l'interscambio raggiunga i 40 miliardi di dollari». Servirà «molto lavoro ma entrambi possiamo contare sul dinamismo e sulla capacità di creare valore delle nostre aziende». 

Nondimeno Italia e Turchia condividono già una solida base di cooperazione economica e industriale in settori fondamentali come la meccanica, la chimica, la manifattura, le infrastrutture. In Turchia infatti operano oltre 400 imprese italiane, per un fatturato di 18,5 miliardi di euro. Anche gli investimenti turchi in Italia sono in aumento, grazie alla comune volontà di sviluppare la cooperazione anche in altri ambiti strategici, partendo dalle materie prime critiche, dall’innovazione digitale e transizione energetica.

Non a caso i contratti industriali tra i due Paesi si sono recentemente intensificati: la scelta di «Baykar technologies di acquisire Piaggio aerospace e di dar vita insieme a Leonardo a un'alleanza italo-turca nel settore dello sviluppo, della produzione e della manutenzione di sistemi aerei senza pilota – siglata al summit – è un accordo significativo che prevede la nascita di una joint venture con sede in Italia che permetterà di valorizzare i rispettivi punti di forza, aprire nuove opportunità di mercato soprattutto in Europa». 

Sulla stessa linea di pensiero si muove la dichiarazione congiunta tra il ministero degli Esteri italiano e il ministero del Commercio della Turchia che si concentra sulla promozione delle relazioni economiche bilaterali, con particolare attenzione al sostegno agli scambi commerciali, agli investimenti e alla cooperazione industriale. E in particolare tra le intese sottoscritte figurano un memorandum tra il ministero delle Imprese e del Made in Italy e il ministero dell'Industria e della Tecnologia turco per la cooperazione nei settori di scienza, tecnologia, innovazione, industria e investimenti, e un accordo tra l'Agenzia spaziale italiana e l'omologa turca per la collaborazione in attivita' spaziali a fini esclusivamente pacifici.

Alla vicinanza tra Italia e Turchia si accompagna anche il boom del turismo, con 750mila italiani in vacanza in Turchia nel 2024. La comune volontà è quella di rafforzare questo trend positivo, tornando ad ancorare la Turchia all'Europa.

E in materia culturale e sociale, sono state firmate un'intesa tra i rispettivi ministeri della Cultura sul contrasto al traffico illecito di beni culturali e sulla cooperazione museale e la protezione del patrimonio archeologico; e un protocollo che prevede la collaborazione tra gli archivi del ministero della Cultura italiano e gli archivi di Stato della Presidenza turca.

Altri memorandum hanno riguardato la cooperazione nel campo delle politiche giovanili e dello sport, soprattutto in vista del fatto che Italia e Turchia si occuperanno dell’organizzazione congiunta degli Europei di calcio del 2032. E sono stati siglati memorandum tra il ministero per le Disabilità italiano e il ministero della Famiglia e dei Servizi sociali turco, con l'obiettivo di rafforzare le sinergie nell'ambito dell'inclusione sociale. Nondimeno le parti hanno firmato un'intesa per una più stretta cooperazione nell'utilizzo dei corridoi di trasporto internazionali, in linea con le strategie infrastrutturali euroasiatiche in cui entrambi i Paesi rivestono un ruolo chiave.

In programma 10 accordi commerciali

Ma la giornata di valorizzazione e di rafforzamento dei rapporti Italia-Turchia non finisce qui. Meloni ed Erdogan parteciperanno al business forum, dove è prevista la partecipazione di rappresentanti del mondo imprenditoriale, delle principali istituzioni finanziarie e delle associazioni di categoria, per un totale di 620 realtà, 345 italiane e 275 turche.

Durante il vertice saranno firmati 10 accordi commerciali tra operatori economici. In particolare, ha anticipato Meloni, sarà sottoscritto l’accordo «tra Tim Sparkle e Turkcell per connettere la Turchia all'Italia e all'ecosistema europeo delle telecomunicazioni. Realizzeremo una dorsale digitale all'avanguardia lunga circa 4.000 km che attraverserà il Mediterraneo e migliorerà la connettività tra l'Europa, il Medio Oriente e l'Asia». 

Si parlerà poi di infrastrutture, in primis dell’alta velocità, e di collaborazione energetica, «contesto nel quale siamo già partner strategici, in particolare per l'approvvigionamento di gas naturale attraverso il Tap» ma, ha concluso Meloni, «intendiamo approfondire questo ambito di collaborazione e cogliere le opportunità che possono arrivare in prospettiva sia per le rinnovabili sia per l'idrogeno». 

Il presidente ha senza esitazione confermato: «Siamo pronti a lavorare insieme su progetti energetici che andranno a beneficio dei nostri Paesi e della regione del Mediterraneo, la nostra geografia comune». (riproduzione riservata)



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