Friedrich Merz è stato eletto nuovo cancelliere federale al secondo turno. Il candidato della Cdu ha ricevuto 325 voti favorevoli. «Signora Presidente, la ringrazio per la sua fiducia e accetto l’elezione», ha detto Merz al presidente del Bundestag.
Nel primo scrutinio svoltosi nella mattina di martedì 6 maggio il leader del Cdu non aveva ottenuto la maggioranza necessaria per essere eletto cancelliere. Per l’elezione erano richiesti almeno 316 voti favorevoli, ma il risultato è stato diverso: i sì a Merz sono stati 310 e i no 307, con tre astensioni. Il fatto che Friedrich Merz non sia riuscito a diventare cancelliere al primo turno, nonostante la sua coalizione detenga la maggioranza teorica dei seggi (328), ha segnalato fratture interne all’interno delle forze di governo.
Per un secondo turno di votazioni si sarebbe dovuto rispettare un preavviso di 48 ore, ma i gruppi parlamentari hanno concordato su una deroga alla scadenza, decidendo di procedere con una nuova votazione direttamente oggi.
Nel primo pomeriggio la Spd ha annunciato che il secondo turno di votazioni si sarebbe tenuto alle 15:15 di martedì. La coalizione formata da Cdu-Csu ed Spd ha infatti raggiunto un accordo con i Verdi e la Sinistra: «È importante che la Germania abbia un governo affidabile», aveva detto il leader dei socialisti, Lars Klingbeil, «presumo che al secondo turno di votazioni verrà raggiunta la maggioranza necessaria affinché Friedrich Merz diventi il prossimo cancelliere del nostro paese».
Il nome del leader della Cdu era comunque rimasto in pole position anche dopo il no al primo turno. Quello che è avvenuto in Germania è però stato comunque un piccolo shock politico, che ha scosso la fiducia degli investitori come dimostra il calo evidenziato in giornata dall’indice tedesco Dax.
È la prima volta dal 1949 che un potenziale cancelliere non viene eletto al primo turno, dopo le trattative di coalizione. Secondo Julian Zimmermann, analyst di Scope Ratings, «il fallimento senza precedenti al primo turno nel superare la soglia richiesta è stato una sorpresa e mette in evidenza la fragilità della coalizione, nonché le probabili difficoltà che essa dovrà affrontare nel trovare un consenso su riforme politicamente sensibili».
La prossima grande sfida saranno le negoziazioni per i bilanci federali del 2025 e del 2026, che tuttavia dovrebbero essere agevolate dallo spazio fiscale recentemente creato a seguito della riforma del freno al debito di marzo 2025. In questo contesto, anche la traiettoria fiscale della Germania sarà valutata in base alla conformità con le regole fiscali europee, con un piano fiscale-strutturale a medio termine da inviare alla Commissione Europea nei prossimi mesi.
«Le nostre previsioni di crescita aggiornate evidenziano l’ambiente economico difficile», prosegue Zimmermann. «Supponendo che possa essere evitata una guerra commerciale su larga scala tra Stati Uniti e Unione Europea, prevediamo una crescita dello 0% quest’anno e dell’1,2% nel 2026, sostenuta da uno stimolo fiscale. In uno scenario avverso, stimiamo invece una crescita del -0,3% nel 2025 e solo dello 0,7% nel 2026». (riproduzione riservata)