Il prodotto interno lordo di Germania, Francia e Spagna è stato relativamente resiliente nel quarto trimestre 2020. Quindi il pil della zona euro del quarto trimestre, che sarà pubblicato martedì prossimo, potrebbe sorprendere in positivo e stabilizzarsi su una contrazione trimestrale dell'1,2% circa, secondo le stime di Oxford Economics.
Più in dettaglio, il pil tedesco, nella lettura preliminare relativa al quarto trimestre del 2020, si è espanso dello 0,1% su base trimestrale, un dato migliore di quanto atteso dal consenso degli economisti, che si aspettavano una lettura congiunturale invariata. Su base annua, invece, il pil tedesco ha subito nel quarto trimestre una contrazione del 3,9%, ma ha battuto lievemente il consenso, che stimava un calo del 4%.
"Dopo la storica flessione del 9,7% del pil nel secondo trimestre del 2020, l'economia tedesca era in ripresa nell'estate, con un +8,5% nel terzo trimestre. Nel quarto trimestre, tuttavia, il processo di ripresa è rallentato a causa della seconda ondata di coronavirus e di un altro blocco imposto a fine anno. Ciò ha influito in particolare sui consumi delle famiglie, mentre le esportazioni di beni e gli investimenti fissi lordi nell'edilizia hanno sostenuto l'economia", hanno sottolineato all'Ufficio federale di statistica Destatis.
Un sondaggio Reuters aveva stimato una crescita nel quarto trimestre pari a zero. E la conferma che la Germania abbia evitato una contrazione del prodotto interno lordo nel quarto trimestre dello scorso anno "è di scarso conforto, dato che la sua economia si ridurrà quasi sicuramente nel primo trimestre di quest'anno", ha commentato Andrew Kenningham, capo economista europeo di Capital Economics, per il quale il potrebbe scendere di oltre lo 0,5% nel primo trimestre.
"Anche se un calo del pil nel primo trimestre sembra già essere inevitabile, la domanda più grande riguarda il resto dell'anno", ha continuato Kenningham. Le previsioni di Capital Economics per una crescita del pil nei restanti tre trimestri di quest'anno sono ancora plausibili "a condizione che il programma di vaccinazione si metta in moto e porti il virus sotto controllo", ha concluso Kenningham.
Per quanto riguarda gli altri Paesi europei, il prodotto interno lordo della Francia, sempre secondo la lettura preliminare del quarto trimestre, è risultato in contrazione dell'1,3% su base trimestrale. Anche in questa circostanza, il dato è risultato migliore di quanto atteso dal consenso degli economisti, che si aspettavano una contrazione del 4,1% su base trimestrale. Su base annua il dato è risultato in calo del 5%. Il calo dell'1,3% su base trimestrale del pil del Francia nel quarto trimestre mostra che l'economia "ha resistito al lockdown dell'autunno molto meglio del previsto, grazie al successo di misure più mirate", ha affermato Jessica Hinds, economista europea di Capital Economics.
Il calo contenuto del pil, di gran lunga inferiore al -4% previsto da Capital Economics, è stato possibile grazie al focus più ristretto delle restrizioni e alla maggiore adattabilità di famiglie e imprese, ha spiegato, ma anche se la fine del 2020 è stata migliore del previsto, l'attuale situazione sanitaria ed economica continuerà a peggiorare, ha aggiunto l'economista, prevedendo la possibilità che nei prossimi giorni vengano annunciate misure più severe ma mantenendo, comunque, una visione sul pil del primo trimestre del 2021 "piuttosto ottimistica".
Per quanto riguarda la Spagna, il prodotto interno lordo, secondo la lettura preliminare del quarto trimestre, si è addirittura leggermente espanso, dello 0,4% su base trimestrale. Il dato è di gran lunga migliore di quanto atteso dal consenso degli economisti, che si aspettavano una contrazione dell'1,9% su base trimestrale. Addirittura, gli analisti di Hsbc stimavano un calo del 4,5%, ampiamente smentito. Resta, tuttavia, il pessimo dato calcolato su base annua, con il pil in contrazione del 9,1%.
Se confrontata al resto dell'Europa, l'Italia presenta dati, purtroppo, decisamente peggiori. Il bel Paese ha chiuso il 2020 con un calo del pil dell'8,8% e "la ripresa stenterà a manifestarsi anche quest'anno", secondo il centro di ricerche economiche Ref, che prevede nel 2021 una crescita del 3,9% e del 4,4% in 2022. "La ripresa dell'economia italiana ha il passo del gambero. Dopo il balzo in avanti del terzo trimestre, con un +16%, il pil è arretrato nel quarto trimestre del 2020 e nel primo 2021, disegnando un andamento a W", ha evidenziato Ref. "Alla fine di quest'anno, il pil pro-capite sarà ancora inferiore del 3% rispetto ai livelli di fine 2019, mentre alla conclusione del biennio previsivo risulterà dell'1% sotto i valori pre-pandemia".
Il tasso di disoccupazione, invece, è visto salire dal 9,2% stimato per il 2020, all'11,1% nel 2021 e al 10% nel 2022. "L'interrogativo cruciale è comprendere cosa accadrà quando la fase di emergenza finirà e scatteranno i tagli agli organici che già molte imprese hanno definito per adeguare la capacità produttiva al più basso livello della domanda", ha detto Ref. Il grosso impegno di finanza pubblica legato agli interventi di sostegno all'economia colpita dagli effetti della pandemia, produrrà una crescita del debito che in rapporto al pil è visto al 156,9% nel 2020 per salire al 158% nel 2021. Nel 2022 il debito/pil calerebbe al 155,9%. (riproduzione riservata)