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Germania, anche la Bundesbank propone di cambiare il freno del debito. Merz prepara due fondi su difesa e infrastrutture
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Germania, anche la Bundesbank propone di cambiare il freno del debito. Merz prepara due fondi su difesa e infrastrutture

04 marzo 2025, 18:09 Ultimo aggiornamento: 19:12

Il piano della Bundesbank mira a liberare risorse fino a 220 miliardi entro il 2030. Il presidente della Bundesbank Joachim Nagel: occorre facilitare gli investimenti. Il prossimo cancelliere Friedrich Merz pensa a due fondi speciali per le spese in difesa e infrastrutture

Anche la Bundesbank scende in campo per ammorbidire il freno del debito e consentire alla Germania di spendere di più per difesa e infrastrutture. Il piano della banca centrale tedesca punta a liberare maggiori risorse tra 100 e 220 miliardi entro il 2030. Oggi il freno del debito, inserito nella costituzione, limita il deficit di bilancio allo 0,35% del pil tedesco.

Secondo la Bundesbank, la percentuale consentita dovrebbe salire all’1,4% se il debito pubblico sarà sotto il 60%. In questo caso, lo 0,9% del pil sarebbe speso per investimenti mentre lo 0,5% per altre esigenze, arrivando a una cifra complessiva di 220 miliardi aggiuntivi entro il 2030.

Se invece il debito pubblico tedesco sarà sopra il 60% (oggi è al 62%), rimarrebbe disponibile soltanto la quota dello 0,9% per investimenti, con risorse per 100 miliardi fino al 2030.

Il meccanismo «premierebbe un rapporto di indebitamento inferiore al 60%, creando allo stesso tempo una certezza di pianificazione per gli investimenti», ha spiegato il presidente della Bundesbank Joachim Nagel.

«Per quanto riguarda il rapporto debito/pil, la Germania si sta comportando bene rispetto agli standard internazionali. La nostra proposta di riforma del freno all’indebitamento preserva la solidità delle finanze pubbliche e allo stesso tempo facilita gli investimenti necessari in modo urgente», ha detto Nagel. «Una riforma orientata alla stabilità creerebbe ulteriore spazio per grandi investimenti, ad esempio nelle infrastrutture e nella difesa», ha aggiunto.

I piani di Merz

Per modificare le regole sul freno del debito serve l’ok di due terzi nel Bundestag. Questo scenario è però molto difficile in base ai risultati delle ultime elezioni. Nei giorni scorsi sono circolate voci di una possibile riforma con il vecchio quadro politico. In seguito però il futuro cancelliere e leader Cdu Friedrich Merz ha negato la possibilità di un intervento veloce, cioè prima della formazione del nuovo governo, su una materia così complessa.

Al momento lo scenario più probabile è quello della creazione in tempi brevi di due fondi speciali, uno per la difesa da 400 miliardi e uno per le infrastruttura da 400-500 miliardi. Uno strumento simile, anche se di minori dimensioni (100 miliardi), era stato avviato nel 2022 dal cancelliere uscente e leader Spd Olaf Scholz.

La Bundesbank ha osservato che i fondi speciali, temporanei o limitati in termini di volume, consentirebbero investimenti analoghi a quelli della riforma del freno del debito. La banca centrale tedesca ha detto che «un fondo speciale con parametri finanziari comparabili sarebbe un’opzione» ma ha precisato di «preferire una riforma radicale del freno all’indebitamento che permetta una maggiore prevedibilità».

Le regole nazionali sul debito, più severe di quelle europee, sono ormai considerate obsolete anche da coloro che un tempo erano i massimi difensori dell’austerità. La Germania ha privilegiato la disciplina dei conti pubblici rispetto alla crescita e agli investimenti nelle infrastrutture. Nel frattempo è emersa anche la necessità di maggiori spese per la difesa, a maggior ragione dopo il disimpegno degli Usa dalla guerra in Ucraina.

Riguardo all’economia tedesca, Nagel ha ricordato nei giorni scorsi che «è in uno stato di ostinata stagnazione». Quest’anno la Bundesbank prevede «un leggero recupero», ma «non si intravede una ripresa significativa» e ci sono «rischi legati al commercio internazionale e alla geopolitica». Di conseguenza per Nagel «non è possibile escludere un terzo anno consecutivo senza crescita» ed è «ancora più importante che il nuovo governo adotti rapidamente misure efficaci». (riproduzione riservata)



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