Milano sotto i riflettori
Luce, design e ospitalità italiana: dalla Sagrada Familia alla Milano Design Week, esplorando innovazione e creatività. Focus su Euroluce, Sindalah, il luxury resort firmato made in Italy, e l’incontro tra Dom Pérignon e la cucina stellata
«L’architettura è l’organizzazione della luce; la scultura è il gioco della luce». Questo affermava Antoni Gaudì, il visionario architetto e artista che ha disegnato il volto di Barcellona: entrare nella Sagrada Familia, farsi avvolgere dalla luce e cercare di seguire con gli occhi lo slancio verso l’infinito delle architetture fantastiche è la conferma di questa sua visione.

La luce è lo stato dello spirito. Ogni giorno si può guardare qualcuno o qualcosa sotto una nuova luce. La luce è benessere nella vita di tutti i giorni. Per questo quando il Salone del Mobile di Milano (dall’8 al 13 aprile) organizza la sua biennale Euroluce, l’attesa è grande. Il palcoscenico di innovazione, tecnologia, creatività accende i riflettori sui più importanti produttori del settore, da Foscarini (in copertina di questo numero Carlo Urbinati, fondatore e ceo) a Flos, che fa parte di B&B Italia Group, di recente tornata sotto la guida di Piero Gandini nel ruolo di presidente esecutivo; da Luceplan e Artemide, due aziende che hanno due amministratrici delegate al vertice, rispettivamente Patrizia Vicenzi e Carlotta de Bevilacqua, a Lodes, a Nemo Group e così via. Gentleman racconta il settore illuminazione attraverso i suoi protagonisti, imprenditori e top manager che siano; mentre per le novità del settore design in prospettiva più allargata parte dai progettisti, giovani talenti o consolidati maestri le cui imprese del made in Italy affidano la creazione di nuove icone. Ed è proprio questa sinergia tra filiera italiana e firme internazionali che, dagli anni 50, ha reso il design italiano un’eccellenza globale.
Grazie al genio creativo e al made in Italy, è nata un’isola che non c’era. O meglio, su un ammasso di scogli selvaggi, incastonati in un mare strepitoso, a 5km dalle coste dell’Arabia Saudita, l’architetto fiorentino Luca Dini ha progettato e costruito Sindalah, un’isola di lusso inaugurata con un soft opening per pochi, da fine anno diventerà una meta luxury resort. Qui brand italiani della moda, come Brunello Cucinelli, che firma l’anfiteatro, e Stefano Ricci, autore dello yacht club, del design (Minotti, B6B, Cassina, Edra, Molteni, Poltrona Frau, UnoPiù), del wine&fine dining faranno assaporare al mondo l’arte dell’ospitalità italiana.
A proposito di piaceri della tavola, l’altra copertina di Gentleman è dedicata al gusto dell’amicizia, con due protagonisti d’eccellenza del settore, Vincent Chaperon, chef de cave di Dom Pérignon (champagne del gruppo Lvmh), e Niko Romito, chef abruzzese tre stelle Michelin: insieme hanno dato vita a una experience straordinaria di degustazione multisensoriale sotto le torri di Anselm Kiefer all’Hangar Bicocca di Milano. Non basta: il gruppo Lvmh ama gli chef italiani. Il binomio si ripete nel Quadrilatero, in via Montenapoleone 2: qui, a palazzo Taverna, Louis Vuitton inaugura l’ultimo flagship store, all’interno del quale si trova il nuovo ristorante DaV da Vittorio Louis Vuitton che, come suggerisce il nome, nasce dalla partnership tra la maison francese e la famiglia Cerea di Bergamo (tre stelle Michelin).
La Design Week per Milano è questo e molto altro: energia pura, eventi, più di 500mila persone in città, l’intreccio di ogni forma di bello e ben fatto, molto oltre le sue origini, il legno, i mobili, la casa... Buona lettura e buon divertimento a tutti.
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