skin track
Il risiko delle banche → VAI AL DOSSIER
Generali, dopo la conferma di Donnet si prepara il secondo atto. E nel mirino c’è Mediobanca. Ecco perché
Corporate Italia Leggi dopo

Generali, dopo la conferma di Donnet si prepara il secondo atto. E nel mirino c’è Mediobanca. Ecco perché

25 aprile 2025, 21:00

Con l’ops del Monte su Mediobanca si riaprirà la contesa su Generali. Anche questa volta i grandi fondi internazionali, che hanno poco meno del 35% di Piazzetta Cuccia, possono essere determinanti 

C’è chi ha iniziato a fare i conti per capire come potrebbe finire la rivincita che si aprirà a breve con il lancio dell’ops di Monte Paschi su Mediobanca e che vedrà ancora una volta Generali al centro della contesa. Il primo match si è chiuso a Trieste il 24 aprile, con l’assemblea degli azionisti che ha decretato la vittoria schiacciante di Philippe Donnet riconfermato ceo per il suo quarto mandato, con il ruolo determinante dei grandi fondi internazionali (e dei piccoli soci) schierati per la continuità.

L’esito dell’assemblea di Trieste

Un fronte che, insieme a Mediobanca (azionista di Generali con il 13,04%), ha consentito alla lista presentata da Piazzetta Cuccia, che ha riconfermato il tandem Donnet ceo-Andrea Sironi presidente, di incassare il 52,3% dei voti dei presente all’assise (pari al 68,7% delle azioni). In pratica il 35% del capitale di Generali ha scelto la continuità, premiando i risultati raggiunti in questi anni dal management e gli obiettivi del nuovo piano strategico triennale presentato il 30 gennaio da Donnet, che spinge ancora su utile e dividendi. Tra questi anche Cassa Forense (1,25%) che, contro ogni pronostico, allineandosi alle indicazioni dei proxy dei giorni precedenti l’assemblea Generali, ha scelto di schierarsi dalla parte della banca guidata da Alberto Nagel.

Così la lista di Caltagirone (azionista con il 6,8%), sostenuta da Delfin (9,93%) e a sorpresa dal 6,51% di Unicredit, si è fermata al 36,8% dei presenti, ovvero circa il 25% del capitale, con un 7% di astenuti, tra cui il 4,83% dei Benetton. Mediobanca ha così incassato 10 consiglieri rispetto ai tre confermati per la lista di Caltagirone (con la new entry nel board dell’ad di Acea, Fabrizio Palermo, accanto a Flavio Cattaneo e Marina Brogi).

Adesso la sfida si sposta in Mediobanca

Ma la vera partita inizia adesso, con Caltagirone e Delfin pronti a prendersi la rivincita con l’ops del Monte su Mediobanca che se andrà in porto consegnerà a Mps il 13,04% del Leone detenuto da Piazzetta Cuccia. L’imprenditore romano ha già in mano il 9,9% della banca senese cui si aggiunge il 9,8% della finanziaria della famiglia Del Vecchio e se l’ops su Piazzetta Cuccia andasse a buon fine, tra quote dirette e indirette, arriverebbero a ridosso del 30% di Generali stringendo la presa sulla compagnia. E i due gruppi imprenditoriali privati sono anche azionisti di peso nella merchant bank dove assommano oltre il 27%.

Con l'ops, questa volta tramite Mediobanca, ritenteranno di nuovo l'assedio al Leone a monte della catena, con il sostegno del governo che a Siena è primo socio con oltre l'11% e caldeggia la nascita di un terzo polo bancario in Italia. Lo scontro è destinato a riaprirsi in particolare tra metà giugno e inizio luglio, quando dovrebbe essere arrivato il via libera della Bce all’operazione.

Chi vincerà? Per capirlo un elemento chiave sarà la definizione della quota che Mps intende conquistare in Mediobanca. Siena, su richiesta della Consob, ha confermato l'obiettivo del 66,67% anche se da alcuni documenti pubblicati dalla banca questa soglia appare rinunciabile. Il ceo del Monte, Luigi Lovaglio, potrebbe insomma decidere di accontentarsi dell'obiettivo minimo che è arrivare al 51% del capitale, utile per poter utilizzare le Dta, i crediti d’imposta, in portafoglio.

Le scelte dei soci Mediobanca

Di certo il Monte può contare sulle adesioni di Delfin (19,8%) e Caltagirone (7,66%), e forse anche sul sostegno dell'Enpam, la cassa previdenziale dei medici che è azionista di Piazzetta Cuccia con l'1,02% e di Mps con l’1,97% e che nei giorni scorsi ha votato a favore dell’aumento di capitale di Siena funzionale al lancio dell’ops.

Poi ci sono i Benetton che della merchant bank hanno il 2,2% e, come visto, a Trieste hanno scelto di astenersi. Mentre Mediolanum, con un 3,49% detenuto direttamente e un ulteriore 0,98% tramite la Finprog della famiglia Doris aveva fatto sapere che la decisione sull’eventuale adesione all’operazione dovrà passare dal board e che ad oggi nessuna scelta è stata fatta. Così come il ceo di Unipol, Carlo Cimbri, azionista con oltre il 2%, ha dichiarato che farà la sua scelta «esclusivamente nell'ottica di massimizzare il rendimento finanziario», ha detto di recente.

Certo è che in Mediobanca, ancor più che in Generali, i fondi internazionali hanno un peso rilevante pari al 35% del capitale. A partire dagli statunitensi di Blackrock che detengono il 4,23% delle azioni di Piazzetta Cuccia e da Fidelity (Fmr) con il 2,97%, o ancora Vanguard (2,71%) e la Banca di Montreal.

E se è vero che alcuni investitori istituzionali come Algebris, Pimco, Norges Bank (che di Mediobanca ha l’1,45%) e probabilmente l’asset manager francese Amundi hanno deciso di recente di aderire all’aumento di capitale chiamato da Montepaschi per l’offerta su Piazzetta Cuccia, non è affatto detto che, sull’altro lato del fronte, dicano sì all’operazione. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza