Generali coglie la finestra favorevole sul mercato dei bond corporate europei e colloca la sua prima obbligazione subordinata restricted Tier 1 da 500 milioni di euro.
Sono stati raccolti ordini superiori a 4,6 miliardi di euro, arrivati da 300 investitori istituzionali, soprattutto esteri (91%), «a conferma della forte reputazione di cui gode il gruppo sui mercati», si legge nel comunicato. Nello specifico, il 46% dei titoli è stato allocato a investitori inglesi e irlandesi, il 17% a francesi, il 9% a investitori dell’area Benelux e il 6% a tedeschi, austriaci e svizzeri.
La cedola semestrale (pagata il 2 aprile e il 2 ottobre di ogni anno, a partire dal 2 aprile del 2026) per il titolo perpetuo (rating Baa3 da Moody’s e BBB+ da Fitch), non richiamabile per i primi 6 anni, è stata fissata al 4,75% (il Btp 30 anni rende il 4,52%), un livello molto più basso rispetto a quanto inizialmente proposto agli investitori.
Il reset della cedola è previsto alla prima data di reset e a ogni successivo quinquennio al tasso mid swap a 5 anni
allora prevalente più il 2,310% (lo spread di credito iniziale).
I proventi dell’operazione saranno utilizzati per scopi aziendali generali, inclusi il possibile rifinanziamento del debito esistente e l’ottimizzazione della struttura del capitale regolamentare del gruppo.
«Siamo molto soddisfatti del successo della nostra prima emissione di obbligazioni restricted Tier 1, che conferma ancora una volta la solida posizione finanziaria del gruppo e la fiducia della comunità degli investitori istituzionali nel nostro piano strategico Lifetime Partner 27: Driving Excellence», ha commentato il Group Cfo di Generali, Cristiano Borean.
L’operazione, ha aggiunto, «coerente con il nostro approccio proattivo alla gestione del profilo di scadenza del debito del gruppo, è finalizzata a ottimizzare ulteriormente la nostra forte posizione patrimoniale».
Il momento dell’emissione è stato particolarmente favorevole, ha precisato Borean, «anche grazie al recente upgrade del rating del gruppo Generali da parte di Fitch a AA-, a seguito dell’innalzamento del rating sovrano dell’Italia a BBB+. Il rating AA- riflette il profilo aziendale molto solido di Generali, la robusta capitalizzazione, il basso livello di indebitamento e le solide performance».
Deutsche Bank è global coordinator del deal. Joint lead manager Bnp Paribas, BofA Securities, Goldman Sachs International, Hsbc, Mediobanca, Santander e Unicredit.
L’ultimo bond della compagnia assicurativa, guidata da Philippe Donnet, risale a giugno del 2025 quando ha collocato con successo un titolo Tier 2 in euro con scadenza a giugno 2036 di ammontare pari a 500 milioni e cedola annuale del 4,135%. Gli ordini sono stati superiori a 1,35 miliardi, oltre 2,7 volte l’offerta, e sono arrivati da 100 investitori istituzionali, per il 90% esteri.
Il collocamento di Generali avviene in un momento in cui si registra un aumento significativo delle emissioni di bond restricted Tier 1. Infatti, i volumi da inizio anno sono già quasi del 19% superiori a quelli totali del 2024, secondo i dati di Bloomberg, evidenziando un forte interesse degli investitori per questo strumento, molto popolare non solo tra le banche, ma anche tra le compagnie assicurative. Ad esempio, un Rt1 da 1,25 miliardi di dollari di Allianz ad agosto ha attirato ordini per oltre 7 miliardi di dollari, mentre la meno conosciuta Sampo Oyj ha raccolto richieste per 3,7 miliardi di euro con un’emissione di importo pari a 300 milioni all’inizio di settembre.
I bond Rt1 (Subordinated fixed rate resettable restricted Tier 1) sono strumenti di debito complessi, tipicamente emessi dalle banche, e appartengono alla categoria dei bond ibridi Tier 1. Ecco le caratteristiche principali:
1. Subordinato
In caso di fallimento della banca, i possessori di questi bond vengono pagati dopo tutti gli altri creditori non subordinati (per esempio gli obbligazionisti senior). In pratica, il rischio è più alto rispetto ai bond tradizionali, quindi il rendimento offerto è di solito maggiore.
2. Tasso resettable
Inizialmente questi bond pagano un tasso di interesse fisso (coupon fisso) per un certo periodo. Dopo un certo numero di anni, il tasso può essere rivisto in base a un parametro di riferimento (tipicamente il tasso swap a 5 anni più uno spread). Questo significa che il rendimento futuro non è più fisso dopo il reset: può salire o scendere con i tassi di mercato.
3. Restricted Tier 1
I Tier 1 sono obbligazioni che contribuiscono al capitale primario dell’emittente (Cet1), quindi servono a rafforzare la sua stabilità finanziaria. RT1 indica che sono restricted, ovvero hanno alcune limitazioni sulle condizioni di pagamento e sugli eventi che possono portare al write-down o alla conversione in azioni.
4. Rischio maggiore
L’emittente può sospendere il pagamento del coupon se non ha capitale sufficiente, senza essere in default. Spesso la durata di questi bond è perpetua, con possibilità di rimborso dopo un certo periodo (call option). In caso di crisi, il capitale può essere azzerato o convertito in azioni per sostenere l’emittente. (riproduzione riservata)