Generali Investments, il braccio del Leone nell'asset management, spinge sugli investimenti in infrastrutture. Grazie alla controllata Infranity ha appena superato i 10 miliardi di asset gestiti e intende ancora crescere grazie allo scenario favorevole in tutta Europa. Un settore che non conosce crisi e che piace agli investitori per i rendimenti stabili, anti ciclici e al riparo dall'inflazione.
In Europa la fame di infrastrutture è altissima, al punto che, secondo le previsioni della società ricerche di mercato Preqin, gli asset dei fondi dedicati arriveranno a oltre 814 miliardi di euro nel 2027 dai 44 miliardi del 2010. La sfida climatica rimane uno dei principali catalizzatori degli investimenti grazie anche ai vari piani di stimolo a livello europeo.
Nata nel 2018, Infranity è ormai tra i protagonisti del settore in Europa investendo in infrastrutture per la transizione energetica, i trasporti sostenibili, le tecnologie e reti digitali e le infrastrutture sociali nella sanità e istruzione.
Philippe Benaroya, ceo e co-fondatore di Infranity, vede un mercato effervescente che attira sempre più investitori da tutto il mondo. «Al momento abbiamo una quindicina di strategie di investimento, sia in debito che equity, dedicate al segmento istituzionale. Ci concentriamo essenzialmente su aziende solide che hanno un forte sostegno normativo, con flussi di cassa stabili a lungo termine o che abbiano posizioni monopolistiche in mercati con elevate barriere all'ingresso. Devono avere anche un forte impatto in termini di sostenibilità e per questo abbiamo una propria metodologia Esg».
Per Benaroya, il mercato italiano piace molto agli investitori internazionali grazie a opportunità in numerosi settori su tutto lo spettro di rischio e la struttura del capitale. «C'è una notevole domanda di finanziamenti a lungo termine, specie per la transizione energetica e la trasformazione digitale. Dal 2018 a oggi abbiamo investito intorno a 1,2 miliardi di euro in nove operazioni in settori come telecomunicazioni, energie rinnovabili e gestione dei rifiuti. Tra gli investimenti più recenti da sottolineare poi i 125 milioni di euro in sette impianti fotovoltaici con una capacità totale di 178 MegaWatt tra Sicilia, Lazio e Sardegna».
Il perché dell'interesse degli investimenti in infrastrutture è semplice. In uno scenario geopolitico complesso e con elevata inflazione, gli investitori vogliono stabilità. «Si rivolgono a noi per la natura difensiva dell'asset class, per la diversificazione che consente, per il forte contributo alla sostenibilità e per gli interessanti rendimenti risk-adjusted. Per questo prediligiamo infrastrutture core e core+, ovvero che forniscono servizi essenziali con una correlazione limitata ai rischi legati alla domanda e ai prezzi. La nostra correlazione con il pil e gli eventi geopolitici è veramente limitata. Anzi, le crisi degli ultimi due-tre anni hanno accelerato gli investimenti, specie nell'energia e nel digitale sulla scia del forte sostegno politico ed economico a livello europeo».
Ma quanto rendono solitamente le infrastrutture? «Nell'attuale contesto di tassi più elevati, una strategia di debito senior con una qualità creditizia media di investment grade genera, ad esempio, rendimenti lordi intorno al 5,8%. Altre strategie mirate al debito senior con un rating creditizio appena inferiore a investment grade offrono invece un rendimento lordo di circa 7%. Sul fronte degli investimenti azionari in infrastrutture, gli investimenti in attività core+ resilienti offrono attualmente rendimenti medi del 12-13%. Ma oltre a questi rendimenti interessanti, la maggior parte dei nostri investimenti presenta un buon livello di protezione dall'inflazione grazie all'indicizzazione totale o parziale dei ricavi».
Nonostante parte degli investimenti sia nel private debt, nessuna preoccupazione invece per le strategie di investimento anche nel caso di uno scenario con tassi in discesa, dice Benaroya: «siamo investitori di lungo termine con un approccio risk-adjusted per garantire rendimenti stabili nel tempo. Ci focalizziamo sul massimizzare gli spread del credito sopra l'Euribor grazie alle nostre capacità di origination».
La società dice di avere una pipeline molto ricca di opportunità per continuare a investire a ritmo sostenuto in tutta Europa. «Stiamo crescendo anche nella parte equity e la nostra strategia ha da poco superato il miliardo di euro in investimenti azionari in infrastrutture, con un impegno complessivo in questa strategia che si avvicina a 1,5 miliardi di euro». (riproduzione riservata)