General Motors chiude il 2025 con un utile netto di 2,7 miliardi di dollari, più che dimezzato rispetto ai 6 miliardi del 2024, ma rilancia sulla remunerazione degli azionisti, grazie a un dividendo più generoso e a un nuovo piano di buyback. E per il 2026 il gruppo di Detroit ha presentato una guidance che indica un ritorno a una crescita significativa degli utili.
Nel dettaglio dei numeri, l’ebit adjusted dell’esercizio 2025 si è attestato a 12,7 miliardi di dollari, in calo rispetto ai 14,9 miliardi del 2024, mentre i ricavi hanno raggiunto 185 miliardi, sostanzialmente stabili anno su anno. Il free cash flow automotive adjusted è stato pari a 10,6 miliardi, segnale di una capacità di generazione di cassa che resta robusta nonostante un contesto complesso per il settore.
A pesare sui risultati annuali è stato soprattutto il quarto trimestre, chiuso con una perdita netta di 3,3 miliardi di dollari, a fronte di un ebit adjusted comunque positivo per 2,8 miliardi. Il rosso è stato determinato da oltre 7,2 miliardi di oneri straordinari, legati in larga parte alla riallocazione della capacità produttiva dei veicoli elettrici e alla revisione degli investimenti sull’Ev, alla luce di una domanda dei consumatori più debole del previsto. GM ha inoltre citato l’impatto delle recenti modifiche alle politiche federali statunitensi, tra cui la fine di alcuni incentivi all’acquisto e l’allentamento dei requisiti sulle emissioni.
Sul fronte geografico, il Nord America resta il principale contributore ai risultati, con un ebit adjusted di 10,5 miliardi nel 2025, mentre le attività internazionali mostrano segnali di recupero. In particolare, il risultato delle joint venture in Cina, pur restando negativo, è migliorato nettamente rispetto al 2024 grazie a minori svalutazioni e a interventi di ristrutturazione.
Nonostante il calo dell’utile, il management ha scelto di rafforzare la politica di ritorno del capitale. Il consiglio di amministrazione ha approvato un aumento del dividendo trimestrale del 20%, portandolo a 0,18 dollari per azione, e ha autorizzato un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie da 6 miliardi di dollari, senza scadenza temporale. A fine 2025, le azioni in circolazione sono scese a 904 milioni, contro i 995 milioni di fine 2024, evidenziando l’impatto dei buyback già effettuati.
«La forza dei nostri marchi, dei nostri veicoli e dei servizi tecnologici, unita alla disciplina operativa, continua a garantire una solida generazione di cassa», ha sottolineato la ceo Mary Barra, ribadendo che il modello di allocazione del capitale del gruppo è sostenibile anche in uno scenario di transizione più graduale verso l’elettrico.
Per il 2026 General Motors prevede un netto miglioramento dei risultati: l’utile netto è atteso tra 10,3 e 11,7 miliardi di dollari, l’ebit adjusted tra 13 e 15 miliardi, mentre l’eps adjusted è stimato 11-13 dollari. Gli investimenti complessivi dovrebbero attestarsi tra 10 e 12 miliardi, includendo le joint venture per la produzione di celle per batterie. (riproduzione riservata)