Una grande alleanza societaria e geopolitica sotto il segno del gas. Partita come un’intesa industriale e azionaria a due per mettere a fattor comune i rispettivi asset upstream in Malesia e Indonesia, la joint venture paritetica in via di definizione tra Eni e il gruppo energetico malese Petronas ha subito attirato l’attenzione delle big oil di altri due Paesi asiatici: Inpex per il Giappone e Pertamina per l’Indonesia. Entrambe le società, infatti, vogliono essere della partita, e per farlo sono interessate ad acquisire quote nel veicolo societario italo-malese, che punta a produrre fino a 500 mila barili di petrolio nell’arco di due-tre anni, contando su circa tre miliardi di barili di riserve sviluppate e su un potenziale esplorativo stimato in 10 miliardi di barili equivalenti. A fare da forza motrice, è la crescente domanda di gas nella regione.
Le candidature a entrare nella jv Eni-Petronas sono prese molto su serio perché non si tratta di semplici rumors. L’interesse è tangibile, tanto che il primo ministro del Giappone, Shigeru Ishiba, e il presidente dell'Indonesia, Prabowo Subianto, hanno già preso contatti col primo ministro della Malesia, Anwar Ibrahim. In altre parole, quella che il premier malese aveva subito definito una straordinaria operazione nel settore oil & gas, ha messo in moto una reazione a catena che potrebbe portare, sono parole sue, a una «grande svolta nella regione», seguita già con grande attenzione dall’Asean, l’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico, che spinge anche per allargare i progetti di transizione energetica. Potrebbe nascere, in sintesi, una grande alleanza del gas dell’Asia tra Eni, Petronas, Inpex e Pertamina.
La basi sono state gettate nel giro di pochi mesi, con un’evoluzione che è andata accelerando nelle ultime settimane, da quando il 17 giugno 2025 Claudio Descalzi ha incontrato il primo ministro della Malesia per annunciare l’accordo. «Stiamo andando molto veloce», aveva detto il numero uno di Eni in quell’occasione. Il 2 luglio, appena due settimane dopo, Giappone e Indonesia avevano già fatto un primo passo avanti, saggiando la disponibilità politica del governo malese ad allargare la squadra della jv.
Ma a ricostruire tutte le mosse, una tessera importante del puzzle si era incastrata a fine maggio scorso, con l’aggiudicazione da parte di Petronas di contratti di condivisione della produzione per i blocchi di Serpang e Binaiya, il primo al largo di Giava orientale, il secondo dell'Indonesia orientale. La ripartizione dei lavori, infatti, vede coinvolti tutti gli operatori che ora potrebbero ritrovarsi insieme a Eni: Petronas gestirà il blocco Serpang per conto anche del partner giapponese Inpex, mentre Pertamina è l'operatore di Binaiya con Petronas.
Eni e Petronas, intanto, vanno avanti con la business combination, sull’esempio di quelle che il gruppo di Descalzi ha già realizzato in Norvegia (Var Energi), Uk (Ithaca Energy) e Angola (Azule) secondo la strategia dei cosiddetti satelliti: entità indipendenti, deconsolidate, con una produzione che genera subito cash-flow e consente di pagare dividendi.Gli accordi definitivi dovrebbero essere finalizzati entro la fine del quarto trimestre 2025, in seguito al completamento della due diligence finanziaria. (riproduzione riservata)