Chiusura poco movimentata per Piazza Affari, col Ftse Mib in rialzo dello 0,24% a 23.046 punti, e per le altre principali piazze borsistiche europee (leggermente in rosso il Cac40 a -0,07% e il Dax30 -0,18%) al termine di una seduta in cui il sentiment degli investitori si è concentrato sulle decisioni della banca centrale inglese: il Comitato di politica monetaria della Bank of England ha deciso di lasciare invariato il programma di allentamento quantitativo a 435 miliardi di sterline e gli acquisti di corporate bond fino a 10 miliardi. Inoltre, per la prima volta da 10 anni (dunque dall'inizio della grande crisi finanziaria) ha scelto di alzare il bank rate dallo 0,25% allo 0,5%, in linea con le aspettative della maggior parte degli economisti, prevedendo inoltre due ulteriori aumenti entro il 2020.
Secondo Iain Lindsay, analista di Goldman Sachs Asset Management, "Questo rialzo dei tassi da colomba potrebbe essere percepito come una sorta di ossimoro di politica monetaria". L’esperto ha inoltre sottolineato che ulteriori aumenti del costo del denaro dovrebbero effettivamente essere "graduali e limitati", così come comunicato da Mark Joseph Carney, governatore della BoE. Tali previsioni potrebbero cambiare solo in caso di "sviluppi considerevoli sul fronte dei negoziati per la Brexit e di aspettative su una politica fiscale più espansiva a seguito dell'approvazione del budget del prossimo 22 novembre", ha commentato l'esperto.
Secondo Lucy O'Carroll, Chief Economist di Aberdeen Standard Investments, "Probabilmente non sarà nemmeno l'inizio di un corso di rialzi importanti, vista la fragilità dell'economia britannica. Questo diventerà chiaro dalle cifre poco invitanti che il ministro delle finanze svelerà nel corso del mese". Tuttavia la manager ha aggiunto che "la mossa di questa settimana è importante a livello simbolico. Si tratta del primo rialzo dei tassi in un decennio e per un'intera generazione di famiglie britanniche che entrano ora nell'età adulta è un promemoria piccolo ma significativo del fatto che i tassi d'interesse possono muoversi verso l'alto, anche se lentamente".
Sul fronte macroeconomico, i dati diffusi oggi non hanno influenzato particolarmente l’andamento dei listini: Il Pmi manifatturiero della zona euro relativo a ottobre è salito a 58,5 dal 58,1 di settembre, poco sotto la stima preliminare di 58,6, ma al livello più alto da febbraio 2011. E' la seconda lettura più alta in 17 anni. Con particolare focus sull'Italia, l'attività manifatturiera è cresciuta a ottobre al ritmo più rapido da oltre sei anni e mezzo, rendendo più rosee le prospettive per il quarto trimestre. L'indice Pmi è balzato lo scorso mese a 57,8 da 56,3 di settembre, il quattordicesimo mese consecutivo oltre la soglia di cinquanta punti che separa la crescita dalla contrazione. Le attese degli economisti erano per una lettura a 56,6.
Tra i singoli titoli di Piazza Affari, balzo di Tenaris (+9,72% a 12,98 euro) sulla scia dei risultati del terzo trimestre che hanno superato ampiamente le attese degli analisti e dell'outlook positivo emerso nel corso della conference call.
Bene anche Telecom (+1,6%), con il mercato che da un lato continua a monitorare attentamente le notizie relative allo spin-off della rete, mentre dall'altro inizia già a scommettere sui risultati trimestrali.
Tra i titoli del settore bancario, Bper +3,64%, Unicredit +1,82%, Banco Bpm +1,47%, Mediobanca +1,05%, Ubi Banca +0,88%, Intesa Sanpaolo -0,42% e Banca Mps -0,47%.
Male Ferrari (-2,89% a 100,8 euro). Il titolo ha pagato il cosiddetto 'Sell on news', ossia le prese di profitto dopo il rally dovuto ai conti superiori alle attese degli analisti e al miglioramento della guidance 2017.
Negli Stati Uniti, all'indomani della riunione della Federal Reserve che ha lasciato invariato il costo del denaro, Dow Jones e Nasdaq proseguono rispettivamente a +0,15% e -0,16%. Il board della Banca centrale statunitense ha fornito comunque commenti incoraggianti sull'economia, segnalando di essere sulla strada per alzare il livello dei tassi d'interesse nel mese di dicembre.
Grande attesa, inoltre, per quanto riguarda il successore di Janet Yellen al vertice della Banca centrale stessa: Donald Trump annuncerà la sua scelta alle 20 (orario italiano) dalla Casa Bianca. Il presidente dovrebbe, secondo le attese, nominare il consigliere Jerome Powell come prossimo numero uno.