L'azionario milanese chiude in territorio negativo con il Ftse Mib che segna un calo dello 0,36% a 42864 punti.
Sul fronte macroeconomico, i mercati restano vigili sugli sviluppi dei negoziati legati al conflitto in Ucraina, mentre cresce l'attesa per il simposio annuale di Jackson Hole, che prenderà il via domani. I riflettori sono puntati in particolare sull'intervento di Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, in agenda per venerdì 22. Intanto, le probabilità di un taglio dei tassi d'interesse da parte della Fed, nella riunione del 17 settembre, sono stimate all'84%.
Restando in tema di banche centrali, la Reserve Bank of New Zealand ha tagliato nuovamente i tassi di interesse, proseguendo un ciclo aggressivo di riduzioni del costo del denaro iniziato a metà dello scorso anno, mentre l'economia fatica a riprendere slancio. Il tasso ufficiale di riferimento è stato ridotto al 3% dal 3,25%, in linea al consenso degli economisti.
A livello di dati, a luglio il tasso di inflazione annuo nell'eurozona si è attestato al 2%, confermando così la stima preliminare e rimanendo invariato rispetto al mese di giugno. In Germania, invece, i prezzi alla produzione relativi al mese di luglio hanno registrato un calo dell'1,5% su base annua, un peggioramento rispetto alla contrazione dell'1,3% osservata a giugno. Questo dato è risultato leggermente più debole rispetto alle attese degli economisti, che si aspettavano una diminuzione pari all'1,3% su base annua.
A piazza Affari, Leonardo e Fincantieri recuperano terreno rispetto alla seduta negativa di ieri, registrando un rialzo rispettivamente dell'1,26% e dello 0,12%. In rosso Amplifon, che ha perso lo 0,91% dopo che Intesa Sanpaolo ha ridotto da buy a neutral il giudizio, con un target price che passa da 24,5 a 17 euro. Soffre anche il settore automotive, con Stellantis che ha lasciato sul terreno l'1,82%, mentre Ferrari ha segnato un ribasso più contenuto dello 0,64%.
Chiusura contrastata per il comparto energetico: Prysmian è scivolata del 4,27%, seguita da Saipem che ha ceduto il 2,85%, mentre Tenaris ha perso l'1,22%. Al contrario, Snam si è distinta con un guadagno dell'1,86%, mentre Italgas ha registrato un incremento dell'1,33%. Sul fronte bancario, Finecobank (+2,38%) e Banca Mediolanum (+0,93%) tra i titoli più performanti.