Il Ftse Mib chiude l'ultima seduta della settimana in rialzo dello 0,76% a 34.580 punti, in territorio positivo con il resto d'Europa: Dax +1,27%, Cac-40 +1,27%, Ibex-35 +0,7%. Più contenuti i guadagni del Ftse 100 di Londra, +0,37%.
Secondo le stime di Bankitalia, l'Italia dovrebbe crescere dello 0,6% nel 2024, con le imprese che fanno sempre più ricorso all'emissione di bond per finanziarsi. I tassi alti, infatti, pesano sui prestiti, che continuano così a calare - anche per le famiglie.
Negli Stati Uniti, l'indice dei prezzi alla produzione di giugno ha registrato un aumento leggermente oltre le attese, grazie alla ripresa dei margini dei fornitori di servizi, che ha compensato il secondo mese di calo del costo dei beni. Il dato su base mensile si è attestato a +0,2% (contro attese a +0,1%) e al 2,6% su base annua.
A piazza Affari, Saipem segna un rialzo dell'1,6%, mettendosi in evidenza tra le blue chip. Saipem Contracting Netherlands, in consorzio, ha firmato un accordo quadro con Bp per l'esecuzione di attività offshore nelle acque azere del Mar Caspio. Il valore complessivo dei servizi erogabili su richiesta del cliente è stimato in circa 300 mln usd, di cui 250 mln di spettanza a Saipem.
Riflettori puntati anche su Bff Bank (+11,35%). La società ha comunicato l'invio del riscontro a Banca d'Italia in merito ai rilievi emersi sulla classificazione crediti, sulla governance e sulle prassi aziendali in materia di remunerazione e annunciati con i risultati del primo trimestre. La riclassificazione dei crediti ha rilevato coefficienti patrimoniali ben sopra i requisiti Srep.
Focus poi su B.Cucinelli (+0,48%) e Unieuro (-1,95%), chiamate alla prova del mercato dopo la pubblicazione dei conti. La prima ha messo a segno ricavi per 620,7 mln (+14,1%) e confermato le attese per un +10% sul 2023 a fine anno, mentre i numeri della seconda sono risultati per lo più in linea con le attese di Banca Akros e di Mediobanca Research, che confermano i giudizi neutrali.
Ancora, il giudizio degli analisti di Jefferies su Enel spinge il titolo in rialzo dell'1,41% a 6,885 euro in chiusura. Gli esperti la hanno promossa a buy da hold, con prezzo obiettivo di 8 euro (dai precedenti 6,5), aspettandosi conti robusti per il primo semestre.
Sullo Star, Tinexta segna un +2,18%. La società ha raggiunto un accordo con i soci venditori di Defense Tech (+5,42% su Egm) in merito all'esercizio dell'opzione call, al cui perfezionamento - in attesa della pronuncia sul Golden Power - il gruppo salirà al 60,1% dell'azienda, determinando l'obbligo di lanciare un'Opa totalitaria.
Infine, chiude poco mossa Newlat (+0,16%), pronta a perfezionare il closing per l'acquisizione di Princes Limited il prossimo 30 luglio essendosi avverate tutte le condizioni sospensive previste dall'accordo.