Il Ftse Mib chiude in lieve calo dello 0,13% a 33.604 punti dopo gli acquisti della scorsa ottava, che avevano portato l'indice a guadagnare l'1,82% al termine delle negoziazioni venerdì. Il faro rimane puntato sulla riunione del Fomc del prossimi 18 settembre, quando la Fed è attesa operare il primo intervento al ribasso sui tassi d'interesse negli Stati Uniti.
Lo scenario di atterraggio morbido dell'economia americana potrebbe non essere un'ipotesi troppo audace: gli ordini di beni durevoli, secondo la lettura preliminare di luglio, sono aumentati del 9,9% (dopo il -6,6% di giugno) contro attese per a +4% m/m.
Situazione ben diversa in Germania, con le aziende che - secondo l'indagine Ifo di agosto - sono via via più pessimiste sulle prospettive future. L'indice si è attestato a 86,6 punti, in calo dagli 87 di luglio, con il settore manifatturiero a guidare la contrazione: le aspettative sono infatti scese al livello più basso da febbraio e, soprattutto nell'industria metallurgica e in quella elettrica ed elettronica, più di un'azienda su due ha segnalato una mancanza di ordini. Nel settore automobilistico la percentuale si aggira intorno al 43% e nell'industria chimica al 40%.
Continua a essere fonte di preoccupazioni anche la scena geopolitica, dopo il bombardamento al tappeto di Kiev del mattino e l'attacco preventivo di Israele contro Hezbollah in Libano di ieri. In questo contesto il petrolio festeggia: il Brent guadagna il 2,58% a 80,17 usd al barile e il Wti il 3,23% a 77,22 usd. Il mercato, a detta di Vivek Dhar, strategist della Commonwealth Bank of Australia, teme un attacco alla fornitura di petrolio dell'Iran e alle infrastrutture correlate, che metterebbero a rischio il 3-4% della fornitura globale di petrolio.
A Piazza Affari questo contesto favorisce in particolare Eni (+0,95%) e Tenaris (+1,26%). La prima è sostenuta anche dai giudizi positivi degli analisti di Intesa Sanpaolo e di Intermonte all'autorizzazione dei piani di sviluppo per i depositi di Geng North e di Gehem, il cui sviluppo integrato creerà un nuovo polo produttivo, Northern Hub, nel bacino del Kutei, nonché di quello per Gendalo & Gandang.
In netto rialzo anche Tim (+2,1% a 0,2377 euro) in scia alle indiscrezioni del weekend in merito a una cordata italiana per l'acquisizione di una partecipazione tra il 6% e il 7% da Vivendi per circa 500 mln euro. Il prezzo, commentano da Intesa Sanpaolo, valuta il 7% di Tim a circa 0,45 euro per azione.
Fuori dal paniere principale, la Consob ha approvato il prospetto per l'Opa di Fnac Darty e Ruby Equity Investment su Unieuro (+1,39% a 11,66 euro). Il periodo di adesione avrà decorso a partire dal prossimo 2 settembre.
In spolvero poi Pininfarina (+6,95%), che ha sottoscritto un accordo commerciale con un importante Oem avente ad oggetto attività di sviluppo e produzione. Il contratto, che include alcune attività preliminari di concept già eseguite sulla base di specifici ordini a partire dal 2023, ha un valore di oltre 90 milioni di euro e durata fino ad aprile 2026.