L'azionario milanese chiude in territorio positivo con il Ftse Mib che segna un rialzo dello 0,35% a 43013 punti. Sul fronte macroeconomico, riflettori puntanti sul simposio di Jackson Hole, che prende il via oggi. Particolarmente atteso per domani è l'intervento del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell. Al momento il mercato assegna una probabilità dell'81% a un taglio dei tassi da 25 punti base da parte della Fed a settembre.
A livello di dati, l'Eurozona si rafforza con l'indice Pmi manifatturiero che è salito a 50,5 punti dai precedenti 49,8 punti, risultando superiore ai 49,5 punti attesi dagli economisti. L'indice di fiducia dei consumatori dell'area euro, invece, si è attestato a -15,5 punti ad agosto, in calo rispetto ai -14,7 punti precedenti. La stima consensuale era di -14,9 punti per il mese. Negli Stati Uniti, l'indice manifatturiero mensile della Federal Reserve di Filadelfia è sceso a -0,3 punti ad agosto dopo essere balzato a 15,9 punti in luglio, deludendo il consenso degli economisti che si aspettavano una lettura a quota 6,5 punti.
A piazza Affari, Mediobanca è scivolata dell'1,41% dopo che l'assemblea degli azionisti, con circa il 43% tra favorevoli e astenuti, ha respinto l'Ops su B.Generali, che a sua volta ha perso perso il 2,86%. Sul fronte bancario, giornata negativa anche per B.Mps che ha chiuso con un ribasso dell'1,13%. In rialzo invece Unicredit (+0,57%), Intesa Sanpaolo (+0,65%) e B.P.Sondrio (+1,40%).
Tra le migliori performance del Ftse Mib spicca Leonardo, che ha chiuso con un rialzo del 4,84% dopo che Jp Morgan ha alzato da 47,5 a 55,5 euro il prezzo obiettivo, confermando a overweight il rating. In luce anche Saipem, che ha guadagnato il 2,50%, dopo i forti ribassi di ieri. In rosso il settore automotive con Stellantis, che ha perso l'1,58% dopo la conferma dei dazi al 15% per la stragrande maggioranza delle esportazioni dell'Ue, compreso il settore automobilistico. Ferrari invece ha ceduto lo 0,60%. (riproduzione riservata)