L’ordine del dopoguerra è finito e l’Europa deve prenderne atto. Alla conferenza sulla Sicurezza di Monaco, il cancelliere tedesco Friedrich Merz apre con quella che definisce «una scomoda verità»: tra Europa e Stati Uniti «si è aperto un divario». Ma il messaggio non è di rottura. Al contrario, Merz insiste sulla necessità di ricucire la fiducia transatlantica, perché «nell’era della rivalità tra grandi potenze, nemmeno gli Stati Uniti saranno abbastanza potenti da poter agire da soli». Un passaggio che suona come un appello diretto a Washington e alla centralità della Nato: «Noi europei stiamo facendo la nostra parte, ha detto.
Merz ha poi affrontato il dossier dell’allargamento dell’Unione, rispondendo a una domanda del presidente del Montenegro. Il cancelliere ha ammesso di sentirsi «sempre più a disagio» per l’incapacità dell’Ue di fare progressi concreti. «Non voglio perdervi», ha detto, riconoscendo però che esiste «un elefante nella stanza»: l’unanimità richiesta e il veto di Budapest.
Senza citarlo esplicitamente, Merz ha lasciato intendere che molto potrebbe dipendere dalle elezioni ungheresi di aprile, affermando che «dopo le elezioni, che si terranno ad aprile, si spera di poter aprire i prossimi capitoli». Un riferimento interpretato come una ‘frecciatina’ al premier ungherese Viktor Orban, che finora ha bloccato vari dossier sull’allargamento.
Sul fronte militare, il segretario generale della Nato Mark Rutte ha ridimensionato la narrativa di Mosca: «In Ucraina l’orso russo avanza come una lumaca». Rutte ha invitato a non farsi ingannare dalla propaganda russa, ricordando le pesanti perdite subite dall’esercito di Mosca, con decine di migliaia di morti tra dicembre e gennaio.
L’Ucraina ha saputo sviluppare un’industria della difesa «con incredibili capacità di innovazione» e gli Alleati intendono sostenere Kiev in questo sforzo, ha affermato il segretario generale della Nato. L'Alleanza intende aiutare l’Ucraina «affinchè possa difendersi e avere un deterrente domani», ma al contempo Kiev «ha bisogno di maggiori risorse», ha concluso.
Presente a Monaco anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha chiesto «maggiore efficacia nella sicurezza europea», citando il progetto di produzione congiunta di droni tra Germania e Ucraina.
«Oggi siamo nella prima joint venture tedesco-ucraina che già produce droni per l’esercito ucraino. Ho ricevuto oggi il primo drone d’attacco realizzato congiuntamente», ha dichiarato il presidente Volodymyr Zelensky, presentando il nuovo velivolo sviluppato con la società tedesca Quantum Systems.
Il leader ucraino ha annunciato la consegna di 10 mila droni entro l’anno: «Abbiamo visto la linea di produzione e il primo volo del velivolo senza pilota. Si tratta di una tecnologia ucraina moderna, testata in battaglia e dotata di intelligenza artificiale. Questo drone potrà colpire obiettivi, svolgere missioni di ricognizione e proteggere i nostri soldati. E già quest'anno 10 mila droni prodotti qui saranno consegnati all'Ucraina e rafforzeranno le nostre forze».
Kiev lavorava da tempo all’apertura di linee produttive congiunte in Europa. «Oggi questa linea è operativa: la prima in Germania. È un risultato concreto. Entro fine anno apriremo in totale 10 joint venture per la produzione di droni ucraini», ha concluso Zelensky. (riproduzione riservata)