La doppia partita per il maxi-rinnovo dei 700 Mhz di frequenze tlc in scadenza a fine 2029, secondo quanto risulta a Milano Finanza, potrebbe registrare delle novità nelle prossime settimane. Da una parte gli ultimi tentativi per capire se può essere inserita in manovra la possibilità di scontare dai canoni gli investimenti per potenziare la rete 5G; dall’altra i risultati della seconda consultazione dell’Agcom, con una terza all’orizzonte.
Sul fronte manovra l’accordo con l’esecutivo ancora non ci sarebbe (come testimonia l’assenza tra gli emendamenti segnalati dei due identici depositati da Forza Italia e Fratelli d’Italia), ma la partita non sarebbe ancora chiusa. Tanto che, come può rivelare questo giornale, il 10 dicembre si terrà un incontro al Mimit con rappresentanti di Asstel, associazione di categoria degli operatori, e dei sindacati.
L’appuntamento era stato convocato dal ministero inizialmente per il 17 dicembre, ma sarebbe stato anticipato proprio per capire se c’è ancora uno spiraglio per inserire in manovra l’opzione di scontare dai canoni i capex dedicati al potenziamento dell'infrastruttura 5G, con un focus sul 5G standalone. Una corrente di pensiero politica, però, non riterrebbe essenziale inserire la misura in manovra, perché considera possibile procedere su questa strada anche senza un intervento legislativo. Per gli operatori invece rappresenterebbe la certificazione che si perseguirà questa strada.
Ad ogni modo l’incontro è stato convocato dal ministero per fare il punto sulla situazione e approfondire le necessità del settore in vista del rinnovo delle frequenze in scadenza a fine 2029. Anche da parte dei sindacati l’attenzione sarebbe alta, perché vorrebbero capire se la trasformazione di costi puri in investimenti possa generare ulteriori miglioramenti delle condizioni contrattuali dei lavoratori dopo il recente rinnovo del Ccnl.
Sul fronte Agcom invece è attesa la pubblicazione dei risultati della seconda consultazione tenutasi negli scorsi mesi. Secondo quanto risulta a questo giornale, la pubblicazione potrebbe arrivare già entro la fine dell’anno. Sembra probabile che venga recepito l’orientamento della maggior parte degli operatori, ossia la preferenza per il rinnovo integrale dell’attuale schema delle frequenze spostando la scadenza al 2037. Questa soluzione sarebbe vista più positivamente da Tim (180 MHz), Fastweb+Vodafone (200 MHz) e WindTre (250 MHz) che da Iliad. L’operatore guidato in Italia da Benedetto Levi, infatti, da tempo chiede un ribilanciamento della situazione, controllando solo 70 dei 700 MHz in scadenza. L’altro modello proposto prevedeva invece una gara per una parte delle frequenze riservata solo a Iliad e a eventuali nuovi interessati.
Nei primi mesi dell’anno prossimo, stando a quanto risulta, Agcom dovrebbe lanciare una terza e ultima consultazione per valutare le posizioni degli operatori sulle misure da imporre per garantire un ribilanciamento a fronte del rinnovo dell’attuale divisione delle frequenze. L’argomento, molto tecnico, ha pesanti ricadute finanziarie e si preannuncia spinoso. (riproduzione riservata)