Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Reuters, un gruppo di tre importanti economisti francesi avrebbe chiesto che le regole di bilancio dell'Unione europea siano riviste per concentrarsi sul debito dei singoli Paesi, abbandonando il vincolo, finora ampiamente violato, in materia di deficit pubblico. E' bene sottolineare che una rivalutazione delle norme, già considerate da molti troppo complesse dopo le revisioni precedenti, era stata avviata l'anno scorso e subito sospesa all'inizio della pandemia per permettere ai Paesi di mobilitare le finanze pubbliche per combattere il virus e sostenere le economie durante la crisi. Tuttavia, anche prima dell'avvento della pandemia, le norme, denominate Patto di stabilità e crescita, sono state spesso violate dai Paesi membri, compresa la Francia stessa.
Gli economisti in questione, Philippe Martin, Jean Pisani-Ferry e Xavier Ragot, sostengono in un documento programmatico che il tetto del 3%, insieme alla norma che chiede ai governi di mantenere il debito entro il 60% del pil, siano "obsoleti", con il tetto del deficit che potrebbe addirittura portare a un "rigore di bilancio inutile dopo la crisi". Il Patto di stabilità e crescita, sostengono, "dovrebbe piuttosto concentrarsi sulla sostenibilità del debito di ogni singolo Paese", chiedendo ai governi di fissare un obiettivo di debito quinquennale soggetto a revisione da parte di un'autorità fiscale nazionale indipendente e dell'Unione europea.
Per mantenere le finanze pubbliche sulla buona strada per raggiungere il target, i Paesi dovrebbero fissare, inoltre, un tetto di spesa vincolato al loro tasso di crescita economica potenziale, hanno proposto gli economisti. Tali raccomandazioni potrebbero incontrare il dissenso di Paesi come la Germania e i Paesi Bassi, che hanno a lungo sostenuto la necessità di una normativa rigorosa.
Nel frattempo, secondo Francois Villeroy de Galhau, governatore della banca centrale francese e componente del board Bce, la Francia potrebbe tornare ai normali livelli di crescita pre-Covid entro metà 2022. "Risaliremo gradualmente ai livelli che avevamo prima del Covid", ha detto Villeroy all'emittente radio France Culture. Non solo, la stessa banca centrale francese, nella giornata di ieri, ha fatto sapere che non si aspetta una significativa revisione delle previsioni di crescita per il 2021 (del 5,5%) se le nuove restrizioni non saranno estese oltre il mese di aprile. (riproduzione riservata)