Il primo ministro francese François Bayrou ha presentato martedì 15 luglio un piano di risanamento delle finanze pubbliche, definito «vitale» per evitare che il debito nazionale sfugga al controllo. Al centro della manovra, che punta a un risparmio complessivo di circa 44 miliardi di euro a partire dal 2026, c’è il congelamento delle pensioni di anzianità e delle prestazioni sociali al livello del 2025 per tutto il 2026.
Questa misura, nota come «anno in bianco», impedirà l’adeguamento delle pensioni all’inflazione, permettendo un importante contenimento della spesa pubblica senza ricorrere a un aumento delle tasse. Secondo Bayrou, si tratta di uno «sforzo misurato ma necessario», volto a contrastare la crescita incontrollata del debito pubblico, che ha raggiunto quota 3.300 miliardi di euro, pari al 113% del pil.
Accanto al congelamento delle pensioni, il piano prevede anche un taglio di 3mila posti di lavoro nella funzione pubblica entro il 2026. Inoltre, un dipendente su tre che andrà in pensione non sarà sostituito.
Il piano è destinato a incontrare forti resistenze, a partire dai «rischi di censura» invocati dall’opposizione. Il governo, privo di una maggioranza stabile, ha però sottolineato la necessità di «cambiare le cose» per mettere ordine nei conti pubblici e scongiurare il rischio di una crisi finanziaria.
Tra le altre proposte, un «contributo di solidarietà straordinario» per i cittadini con redditi più alti e la soppressione di due giorni festivi: il primo ministro cita, come esempio, il lunedì di Pasqua e l’8 maggio, Festa della Vittoria sulla Germania nazista durante la Seconda Guerra Mondiale.
Bayrou ha ribadito che non saranno toccate le spese per la difesa, che anzi vedranno un incremento di 6,5 miliardi di euro nei prossimi due anni. (riproduzione riservata)