??????Foxconn, il più grande produttore di elettronica al mondo, ha chiuso il secondo trimestre dell’anno con un utile operativo in crescita del 27% a 56,5 miliardi di dollari taiwanesi (ntd), grazie alla crescita del settore dei server per l’intelligenza artificiale.
La società con sede a Taiwan ha battuto le previsioni degli analisti, con ricavi che toccano i 1,7 trilioni di dollari taiwanesi (59,73 miliardi di dollari) e un utile netto di 44,3 miliardi di ntd che ha battuto le stime di Lseg SmartEstimates (38,8 miliardi).
Foxconn, formalmente denominata Hon Hai Precision Industry, dopo essersi conquistato il titolo di produttore mondiale degli iPhone di Apple sta cercando di replicare il suo successo nell’elettronica di consumo nel mondo dell'intelligenza artificiale. L’azienda produce rack per server progettati per carichi di lavoro di intelligenza artificiale ed è diventata un partner chiave di Nvidia.
Nella relazione trimestrale, il gruppo taiwanese ha stimato che i ricavi derivanti dalla sua attività nel settore dei server per l'intelligenza artificiale cresceranno di oltre il 170% su base annua nel trimestre in corso.
Il 5 agosto Foxconn aveva annunciato una crescita dei ricavi nel terzo trimestre, precisando che «l’impatto dell’evoluzione delle condizioni politiche ed economiche globali» sarà monitorato attentamente. Il 30 luglio, inoltre, Foxconn ha annunciato l’acquisizione di una partecipazione nella società produttrice di motori industriali Teco Electric & Machinery nell'ambito di una partnership strategica finalizzata alla realizzazione di data center dedicati all’AI.
L’azienda ha inoltre manifestato la volontà di espandersi in nuovi settori, tra cui l’assemblaggio di veicoli elettrici e persino la produzione di semiconduttori. Tuttavia, i dazi globali imposti dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, potrebbero influire sulle prospettive di Foxconn per quest’anno. In risposta alle minacce tariffarie, l’azienda ha già trasferito in India la maggior parte della produzione finale degli iPhone destinati al mercato statunitense. (riproduzione riservata)