Ford e General Motors hanno ottenuto l’autorizzazione dalle autorità federali degli Stati Uniti a costituire vere e proprie banche dedicate al finanziamento dell’acquisto di veicoli. Questa decisione, sottolinea il Financial Times, riflette l’approccio più permissivo dell’amministrazione Trump nei confronti della regolamentazione finanziaria e apre una nuova fase nel rapporto tra industria dell’auto e credito negli Usa, con la possibilità di finanziamenti e prestiti più accessibili e favorevoli.
La Federal Deposit Insurance Corporation (Fdic) ha dato il via libera alla nascita di Ford Credit Bank e Gm Financial Bank, che saranno entrambe costituite nello Stato dello Utah. I nuovi istituti si concentreranno sul finanziamento nel settore automobilistico negli Stati Uniti, in particolare attraverso l’acquisto di contratti di vendita a rate dai concessionari indipendenti dei due marchi.
Il passaggio chiave è la possibilità, per le nuove banche, di raccogliere depositi assicurati dalla Fdic. Questo permetterà a Ford e Gm di accedere a fonti di finanziamento più economiche rispetto alle tradizionali captive finanziarie, creando spazio per condizioni di prestito più favorevoli in una fase in cui l’accessibilità economica delle auto è diventata una delle principali criticità del mercato Usa.
Secondo i dati citati dal Detroit News, il prezzo medio di transazione di un’auto negli Stati Uniti si aggira ormai intorno ai 50 mila dollari, mentre quasi la metà dei clienti sottoscrive finanziamenti con una durata superiore ai sei anni. Non a caso Bill Ford, presidente esecutivo del gruppo di Dearborn, ha riconosciuto che l’accessibilità è «un problema centrale» per l’intero settore.
Il percorso autorizzativo per Ford e Gm non è però stato semplice. La prima aveva presentato domanda già nel 2022, incontrando forti resistenze politiche e regolamentari all’ingresso di gruppi industriali nel settore bancario. General Motors aveva addirittura ritirato una prima richiesta nel 2024, per poi ripresentarla nel gennaio 2025, pochi giorni dopo l’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca.
Toyota e Bmw operano già con banche industriali negli Stati Uniti, mentre secondo l’FT anche Stellantis ha presentato domanda per una licenza analoga nel febbraio dello scorso anno, ma è ancora in attesa del via libera.
Non mancano, però, le preoccupazioni sui rischi. I critici temono che banche controllate dai costruttori possano essere incentivate ad allentare i criteri di credito pur di sostenere le vendite. Un timore rafforzato dai precedenti storici: Gmac, l’ex braccio finanziario di Gm, fu salvato nel 2008 con un intervento pubblico da 17 miliardi di dollari durante la crisi finanziaria.
Anche la Federal Reserve ha recentemente segnalato un deterioramento della qualità del credito: nel terzo trimestre del 2025 le insolvenze sui prestiti auto erano pari a una volta e mezzo i livelli del 2021, tornando su valori simili a quelli osservati durante la Grande crisi finanziaria.
Sul fronte regolamentare, le nuove banche industriali dovranno comunque rispettare requisiti patrimoniali stringenti, con un tier 1 leverage ratio minimo del 15%, e potranno contare sul sostegno diretto delle case madri in termini di capitale e liquidità.
Ford Credit Bank prevede inizialmente il lancio di conti di risparmio destinati a finanziare l’acquisto di veicoli, accessori, software e infrastrutture per la ricarica elettrica, con l’obiettivo dichiarato di rendere il processo di acquisto e finanziamento sempre più integrato. (riproduzione riservata)