Accelera l’iter perché il fondo di fondi pensato dal governo assieme ai capitali privati per investire nelle piccole e medie imprese di Piazza Affari diventi operativo. Dal Mef spiegano che il provvedimento arriverà oggi in conferenza dei capigruppo al Senato e che potrebbe sbarcare in aula a Palazzo Madama già entro la fine di questa settimana. Anche al Tesoro, dove il progetto è seguito dal sottosegretario Federico Freni, sono ottimisti sull’entrata in funzione dello strumento, che potrebbe essere «operativo già prima della fine dell’anno».
Sono tre i passaggi da effettuare prima di iniziare a investire nelle pmi, nelle attese del governo, già a fine anno, come spiega Giulio Centemero, membro della Commissione Finanze in quota alla Lega. «L’emendamento che prevede la costituzione di un fondo di fondi tramite revisione del regolamento del Patrimonio Rilancio di Cdp è stato approvato dalla VI Commissione Finanze e Tesoro al Senato all’interno della proposta di legge a mia prima firma («Disposizioni per la promozione e lo sviluppo delle start-up e delle piccole e medie imprese innovative...»), con l’ok della Camera in prima lettura a luglio 2023. Ora il relatore Stefano Borghesi, della Lega, porterà in aula la proposta alla ripresa dei lavori del Senato per il voto finale. Dopodiché il testo tornerà alla Camera per ultimo giro in commissione Finanze e poi aula. Cdp a quel punto dovrà approvare il regolamento. E il fondo di fondi sarà operativo, mi aspetto entro dicembre», racconta il politico del Carroccio che segue da anni le vicende di Piazza Affari.
Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, il fondo dovrebbe essere simile a un umbrella fund, con sottostante diversi comparti. E ogni veicolo dovrebbe avere dimensioni ridotte fra 30 e 40 milioni di euro. In questo progetto – che nasce per dare liquidità alle piccole e medie imprese di Piazza Affari oggetto di vendita da parte dei mercati – lo Stato, attraverso Cdp, dovrebbe mettere fino al 49% dei capitali e i privati il 51%, fra cui Intesa Sanpaolo e Assicurazioni Generali.
A Roma il governo starebbe pensando ad un apporto privato tra 2 e 2,5 volte rispetto a quello pubblico per dar vita ad un progetto complessivo da 1 miliardo. Per il Tesoro la presenza dei due campioni nazionali di gestione del risparmio farà da traino per altri investitori istituzionali. In questo progetto, Patrimonio Destinato rappresenta la base di partenza del fondo che ha già una dotazione di 300 milioni di euro.
Un'altra caratteristica del veicolo è il lockup sugli investimenti per attirare anche i fondi pensione e i fondi di categoria, che agirebbero come quotisti dei singoli fondi: i singoli comparti del fondo dovrebbero avere un termine minimo di investimento fra cinque e sette anni, per abbassare in tal modo la volatilità complessiva. Come riportato da questo giornale, le casse previdenziali sono disponibili a partecipare anche se hanno messo sul tavolo del Mef tre condizioni: volontarietà, selettività e deducibilità fiscale. Sui primi due punti da Via XX Settembre hanno già aperto.
Se il piano andrà a buon fine, anche altri veicoli esistenti, poco mossi o fermi, in mano a Cdp (come quello sulle ristrutturazioni aziendali) potrebbero seguire l'esempio ed essere impiegati per le pmi quotate.«Vogliamo creare l’investitore istituzionale del Paese», ha spiegato Freni a MF al Forum Ambrosetti. Secondo indiscrezioni, ci sarebbe in cantiere l’organizzazione di un evento il 30 settembre per presentare il fondo a Palazzo Mezzanotte e poi un roadshow per illustrare lo strumento al mercato e dare una spinta alle sottoscrizioni. (riproduzione riservata)