1Quali sono le sfide per il settore dei fondi immobiliari?
Risposta. In primo luogo, secondo il 40% del campione, l'adeguamento alle nuove normative: Fatca e Dodd-Frank Act negli Usa e direttiva Aifmd nell'Ue. Secondo i gestori internazionali quest'ultima è troppo onerosa, al punto che non vale più la pena di rivolgersi ai fondi Ue. Ma anche le altre due non scherzano. La legge Dodd-Frank è un killer: tonnellate di regole, e nessuno che parla di risultati. Ma una cosa è certa: le norme aumentano i costi dell'investimento immobiliare, per cui occorre trovare nuove efficienze operative e di costo per compensarli.
2 Anche i costi di gestione sono quindi un problema?
R. Certamente, tanto più che ci troviamo di fronte a investitori sempre più sofisticati con aspettative più ambiziose che mai. Più della metà chiede più trasparenza sul profilo rischio/rendimento dei fondi, asset con buona redditività e quindi performance migliori.
3 In che modo si cerca di rispondere a queste esigenze?
R. I gestori stanno già adottando misure per tenere il passo con la domanda degli investitori: più di metà dichiara di dare più informazioni su società, rischi e prestazioni. Anche la flessibilità delle commissioni è in cima alle esigenze degli investitori, e infatti il 30% dei gestori dichiara di aver già provveduto.
4 Quali invece le esigenze dei gestori?
R. I gestori di fondi immobiliari fanno sempre più affidamento sugli investitori istituzionali come fonti di capitale. Gli effetti della crisi finanziaria non sono ancora scomparsi del tutto, ma l'attenzione è già sulla crescita. Ad esempio, solo l'11% degli intervistati oggi dichiara di voler ridurre ulteriormente la leva nei prossimi anni. Nel frattempo l'interesse degli investitori cresce, e quindi i fondi si estendono a nuove aree.
5 Tutto questo vale anche per l'Italia?
R. In Italia servono fondi ed sgr molto più grandi e diversificati, in modo da consentire una vera diversificazione del rischio, anche per scadenza. Ai fondi si stanno avvicinando gli investitori esteri, ma anche tutto il mondo dei fondi pensione. Servirebbe addirittura una piattaforma di allocazione degli investimenti che metta insieme fondi tradizionali e alternativi, e magari quindi anche una figura di raccordo tra le sgr normali e quelle immobiliari. (riproduzione riservata)