I grandi fondi di private equity congelano l’ingresso nel capitale di Gpi, il gruppo trentino della sanità digitale da 510 milioni di fatturato che vende software a ospedali e cliniche private. I vari Kkr, Cvc e Ta Associates - che da quest’estate hanno interlocuzioni con il gruppo di controllo FM - vogliono vedere prima come Gpi chiuderà l’anno per poter fare le corrette valutazioni.
Le offerte per la società arriveranno sul tavolo della holding del fondatore Fausto Manzana (che ha in tasca il 47,9% del capitale e il 57,3% dei diritti di voto della quotata) nei primi mesi 2026. L’operazione riguarderebbe la cessione del controllo all'interno di un riassetto del gruppo in cui il fondatore potrebbe reinvestire con una minoranza. A fine novembre nel capitale di Gpi è entrata l’Enpaia che ha rilevato il 4,9%. (riproduzione riservata)