Grazie ai quasi 110 milioni di dividendi (in forte crescita) di Unicredit e di Mundys, il presidente di Fondazione Crt Fabrizio Palenzona incrementa nel 2023 le erogazioni al territorio a quota 71 milioni, dai 65 milioni dell’anno precedente (+9%), rafforzando anche patrimonio netto, riserve e fondo di stabilizzazione. Il primo bilancio dell’ente torinese firmato dall’ex banchiere di Piazza Gae Aulenti si è chiuso con un avanzo di 121 milioni di euro, in calo rispetto al risultato precedente (127,2 milioni), numeri che però beneficiavano della plusvalenza dell'operazione Mundys, in cui la fondazione aveva monetizzato parte dell’investimento post-Opa di Edizione.
La posizione finanziaria netta migliora a 652 milioni dai 569 del 2022. In aumento anche il patrimonio netto, salito del 6,6% a 2,5 miliardi. Il patrimonio investito a valori di mercato a fine 2023 ha inoltre superato i 3,6 miliardi e a marzo è cresciuto ulteriormente a circa 4 miliardi.
Il fondo di stabilizzazione delle erogazioni è stato rimpolpato di 11,2 milioni a 169 milioni, coprendo oltre due anni di erogazioni ai livelli attuali. Il buon andamento delle partecipate (specialmente la banca guidata da Andrea Orcel dove Crt è azionista all’1,9%; nell’ex Atlantia la quota è del 5,17%) ha consentito un incremento del 28% dei dividendi incassati a 138,9 milioni, mentre il risultato di negoziazione è più che raddoppiato a 17,5 milioni «grazie all’attività di gestione e alla valorizzazione svolta sui titoli in portafoglio».
Il totale dei proventi ordinari, sottolinea una nota della fondazione guidata da Palenzona, «ha raggiunto i 166,6 milioni (escludendo componenti straordinarie presenti nell’esercizio precedente), tra i migliori risultati degli ultimi 10 anni». Dopo aver erogato 71 milioni, quindi, Crt ha potuto effettuare «significativi accantonamenti destinati alle riserve patrimoniali: 24,1 milioni alla riserva obbligatoria e 18,1 milioni alla riserva per l’integrità del patrimonio, a cui si aggiungono 4,3 milioni destinati al Fondo per il volontariato e 0,2 milioni al Fondo nazionale per le iniziative comuni istituito dall’Acri».
«Il 2023 ci ha permesso di tracciare la nuova rotta di Fondazione Crt, che ha aumentato le risorse destinate al territorio, puntando al contempo a mantenere un livello di erogazioni stabile nel tempo - commenta Palenzona -. L’obiettivo è far diventare Crt non solo un punto di riferimento per le iniziative a supporto del Piemonte e della Valle d’Aosta, ma anche un presidio di stabilità economica e finanziaria che possa intervenire a sostegno del territorio anche nelle fasi congiunturali più complesse». (riproduzione riservata)