Da inizio anno il settore bancario europeo ha confermato l’accelerazione evidenziata negli ultimi anni. L’indice di riferimento ha infatti registrato una rivalutazione del +45% rispetto alla crescita del 9% messa a segno dallo Stoxx Europe 600. Le valutazioni non sono però cambiate, rimanendo ben al di sotto della media storica e mostrando sconti significativi sia rispetto al resto del mercato (41%) sia al settore bancario statunitense, ha osservato David Benamou, cio e co-fondatore di Axiom Alternative Investments. Rispetto agli istituti di credito Usa, in particolare, lo sconto sfiora il 50% anche se il roe (return on equity) delle banche europee è salito al di sopra di quello delle banche statunitensi per la prima volta dal 2010. Come si spiega questo fenomeno? Il settore bancario europeo ha registrato una crescita spettacolare dei ricavi e degli utili: dal 2022 l’utile per azione è triplicato, mentre i multipli non hanno avuto il tempo di adeguarsi.
Il comparto è attualmente sovracapitalizzato (capitale di base oltre il 14,4%) e la dinamica degli utili consente alle banche di offrire rendimenti cash elevati: i dividendi attesi e i riacquisti di azioni annunciati indicano un rendimento cumulato cash per il 2025-2026 intorno al 18%. A ciò si può aggiungere un ulteriore 6% cumulato di crescita del patrimonio tangibile (utili non distribuiti in dividendi o riacquisto di azioni). Ne consegue un roi totale del 24% nel periodo 2025-2026. Infine, il settore dovrebbe trarre vantaggio da un contesto macroeconomico e politico più favorevole per l’Europa, anche dopo l’entrata in vigore di Basilea IV. Nonostante questo, continua a esserci un ironico paradosso: sulla base dei sondaggi condotti tra gli investitori, i partecipanti dichiarano di essere sovrappesati sulle banche Ue, mentre i dati pubblici sui portafogli indicano che sono leggermente sottopesati rispetto ai benchmark, ha notato Benamou, citando tra le azioni più interessanti Aib: la valutazione del titolo è stata messa sotto pressione a causa delle possibili conseguenze dei dazi sul settore farmaceutico in Irlanda. Tuttavia, Aib è principalmente una banca retail che beneficia di una crescita di bilancio molto robusta e di dinamiche di copertura strutturali. La redditività sarà sostenuta da curve dei tassi più ripide e dal reinvestimento della liquidità in eccesso in obbligazioni. L'elevato Cet1 ratio della banca, pari a circa il 16% e con un notevole margine di crescita grazie alle cartolarizzazioni, sosterrà rendimenti da distribuzione leader sul mercato. L'Irlanda ha venduto le sue azioni rimanenti a giugno, eliminando il rischio di overhang.
Invece, la francese Credit Agricole è un tipico esempio di business molto diversificato: assicurazioni, asset management, prestiti specializzati, investment banking e forte retail franchise. Il suo portafoglio di prestiti con duration lunga dovrebbe essere rinnovato in maniera progressiva e il contributo positivo al margine di interesse dovrebbe aumentare. Credit Agricole tratta con uno sconto del 30% rispetto al settore sulla base del multiplo p/e 2025. Quanto all’olandese Ing è una storia di crescita dei ricavi che dovrebbe beneficiare del ciclo macroeconomico e di dinamiche geografiche specifiche (in particolare la Germania). La crescita annua composta dei ricavi a medio termine dovrebbe essere superiore al 5%, grazie all'aumento delle quote di mercato e alla maggior penetrazione dei prodotti con commissioni. E se l’italiana Bper tratta a sconto del 30% rispetto al settore e Benamou si aspetta un re-rating in scia alla fusione con la Banca Popolare di Sondrio, Fineco è una storia di crescita di successo che continua a stupire con una crescita regolare dei ricavi a una cifra. Dall'inizio dell'anno la società ha continuato ad attrarre un numero crescente di clienti. Con una quota di mercato del 70% nel trading italiano di Etf retail e una struttura di prezzi trasparente, è ben posizionata per beneficiare delle tendenze strutturali del mercato del risparmio. (riproduzione riservata)