Trevi si presenta all'appuntamento con la doppia offerta di Webuild e Icop con una struttura finanziaria molto più solida e un portafoglio ordini ai massimi storici. Il gruppo di Cesena guidato dal ceo Giuseppe Caselli ha chiuso il primo semestre con ricavi in calo del 13,2% a 270,9 milioni di euro, ma ha confermato la guidance per l'intero esercizio, migliorato la redditività e soprattutto dimezzato l'indebitamento netto grazie al completamento dell'aumento di capitale da 100 milioni. I risultati arrivano in una fase decisiva per il futuro della società, contesa dall'opa totalitaria lanciata da Webuild a 4,50 euro per azione e dall'ops promossa da Icop, umeri che rafforzano il valore industriale del gruppo proprio mentre gli azionisti sono chiamati a valutare le due proposte.
Il dato più significativo è quello della posizione finanziaria netta, scesa a 92,1 milioni dai 187,4 milioni di fine 2025, con un leverage ratio ridotto a 1,13 volte. A luglio, inoltre, Trevi ha completato il rifinanziamento del debito, archiviando definitivamente il percorso di risanamento avviato negli anni scorsi. Una trasformazione che modifica sensibilmente il profilo della società rispetto al recente passato. Sul fronte operativo, il semestre riflette soprattutto una diversa tempistica nell'avvio delle commesse. I ricavi sono scesi a 270,9 milioni dai 312,2 milioni dello stesso periodo del 2025, ma già nel secondo trimestre hanno mostrato un'accelerazione del 30,3% rispetto ai primi tre mesi dell'anno, segnale che i nuovi contratti stanno progressivamente entrando in produzione.
La redditività si mantiene elevata. L'ebitda ricorrente si attesta a 40 milioni di euro, in flessione rispetto ai 44,3 milioni del primo semestre 2025, ma il margine sale al 14,8% dal 14,2%, confermando una maggiore disciplina nella selezione delle commesse. L'utile netto consolidato cresce a 7,2 milioni da 6,1 milioni, mentre l'utile di competenza del gruppo si attesta a 5,8 milioni. Ancora più rilevante è l'andamento commerciale. Nei primi sei mesi Trevi ha acquisito ordini per 424 milioni di euro (+21%), con un rapporto book-to-bill di 1,6 volte, ben superiore all'unità, segnale che il portafoglio continua a crescere più rapidamente dei ricavi. Il backlog raggiunge così 928 milioni di euro, il livello più elevato mai registrato dal gruppo a perimetro corrente, in aumento di 180 milioni rispetto a fine 2025. Una visibilità che sostiene anche la conferma della guidance per l'intero esercizio. (riproduzione riservata)