Sale il prezzo obiettivo di Terna, dopo i nuovi massimi segnati dal titolo, che prosegue la fase rialzista e ha chiuso la seduta del 12 febbraio a 9,88 euro per azione (+1,8%), il valore più alto dalla quotazione del 23 giugno 2004. A promuovere la società della rete di trasmissione elettrica guidata dall'ad Giuseppina Di Foggia è Bernstein, che conferma la sua visione positiva sul titolo Terna con raccomandazione outperform e alza il target price a 10,3 euro per le «robuste prospettive di crescita», sostenute in particolare da tre fattori: l'avanzamento strutturale della Rab (Revenue Asset Base), il contesto regolatorio molto stabile e la performance operativa. Secondo Bernstein, come prima cosa, il percorso di espansione della rete elettrica italiana garantisce a Terna una visibilità sulla crescita.
Le linee di sviluppo decennale 20252034 prevedono 23 miliardi di investimenti, che salgono a 40 miliardi includendo i progetti che si sviluppano oltre l'arco di piano. Queste cifre, insieme al piano industriale 20242028, che cuba altri 17,7 miliardi, si traducono secondo le stime del broker in un'accelerazione significativa della Rab (Regulatory Asset Base), con un tasso di crescita medio annuo stimato al 9,4% fino al 2030, ben superiore alle stime precedenti e più alto rispetto ad altri gestori di rete europei. Anche il quadro regolatorio italiano rappresenta un asso nella manica per Terna: agli occhi degli analisti, infatti, rimane tra i più solidi e prevedibili d'Europa. Il Wacc (costo medio ponderato del capitale) fissato dall'Arera al 5,5% per il triennio 20252027 continua a garantire ritorni stabili, rafforzati da incentivi e premi legati all'efficienza operativa.
Eventuali miglioramenti nei meccanismi di remunerazione degli investimenti in corso o l'implementazione del nuovo modello Ross per i target di efficienza operativa potrebbero inoltre aggiungere ulteriori elementi di upside, rendendo la traiettoria futura di Terna ancora più favorevole. Secondo Bernstein, anche le attività non regolate, pur rappresentando una quota marginale del business, stanno contribuendo positivamente più del previsto. Le controllate Tamini (trasformatori) e Brugg (cavi), insieme ai servizi energetici, stanno beneficiando di una domanda sostenuta e di margini in rafforzamento, creando un ulteriore cuscinetto di crescita operativa che completa un quadro già strutturalmente solido.
Dall'inizio di febbraio, il titolo Terna ha registrato un rialzo di oltre il 7%, sovraperformando il settore europeo delle utility come misurato dallo Stoxx Europe 600 Utilities. Nello stesso periodo, i principali peers europei hanno messo a segno progressi compresi tra il 5% e il 6%. Terna si colloca quindi in una traiettoria di crescita superiore a quella di molti tra i maggiori operatori infrastrutturali. (riproduzione riservata)