Riassetto societario in Snam per rafforzare il business del gas naturale liquefatto e semplificare la catena di controllo di Snam Lng. La riorganizzazione avrà anche un altro effetto: allargare alle infrastrutture di trasporto dei nuovi carburanti sostenibili il perimetro delle attività della controllata, che gestisce direttamente i terminali di rigassificazione di Panigaglia, Piombino, Ravenna e Livorno e detiene la partecipazione in quello di Porto Viro.
Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, infatti, Snam Lng incorporerà due società: Olt Offshore Lng Toscana e Greenture. A Olt Offshore Lng Toscana, di cui Snam ha acquisito il controllo tra la fine del 2025 e il primo trimestre del 2026, fa capo il terminale di rigassificazione di Livorno. Greenture, invece, è la società del gruppo che sviluppa le infrastrutture per i nuovi carburanti destinati ai trasporti, soprattutto gas naturale liquefatto, oltre ai progetti Small Scale Lng. La fusione concentra così nello stesso veicolo gli asset fisici della rigassificazione e dei punti di rifornimento del gnl per i trasporti.
I documenti del progetto elencano 8 «ragioni economico-organizzative che rendono opportune le fusioni»: ottimizzare la catena partecipativa in coerenza con la strategia di semplificazione societaria adottata a livello di gruppo; ridurre gli adempimenti e i costi amministrativi contabili e legali; ottenere un generale incremento in termini di efficienza; semplificare i processi decisionali e il modello organizzativo, facilitando l'implementazione di un modello con elevate interdipendenze e sinergie; semplificare i rapporti con i fornitori; ottimizzare le attività connesse all'ottenimento e al mantenimento dei titoli autorizzativi; integrare i sistemi informatici e la gestione delle infrastrutture; integrare le procedure già consolidate per ambiente, salute e sicurezza.
Il riassetto si riflette nel nuovo statuto. Oltre alle attività tradizionali di compressione, trasporto, stoccaggio, liquefazione e rigassificazione del gas, Snam Lng potrà occuparsi anche di manutenzione delle infrastrutture, rifornimento di idrocarburi, gas industriali e altri prodotti gassosi, liquidi e solidi, nonché dello sviluppo di soluzioni innovative per l'energia, ovvero le attività portate in dote da Greenture. L'incorporazione avrà effetto retroattivo dal 1° gennaio 2026. Per completarla, però, dovranno andare a posto due tasselli. Uno è l'autorizzazione ai sensi del Golden Power, trattandosi di asset strategici per la sicurezza energetica nazionale. L'altro riguarda le consultazione in corso con i sindacati. (riproduzione riservata)