Snam alza il velo sul piano strategico al 2030, che prevede investimenti record per 14 miliardi e mette al centro la sicurezza energetica dell'Italia basandosi sulle tre leve strategiche della crescita industriale, della gestione attiva del portafoglio di partecipazioni e del programma di asset rotation che individua opportunità per circa 3 miliardi di euro tra dismissioni di asset non core (1,6 miliardi) e acquisizioni mirate (1,2 miliardi). La base di partenza sono i conti 2025 superiori alla guidance, con ricavi totali per 3,885 miliardi (+8,9%), un ebitda adjusted salito a 2,969 miliardi (+7,8%) e un utile netto adjusted di 1,422 miliardi, in crescita del 10,3% su base annua. E con un dividendo che sale del 4% a 0,3021 euro per azione. Gli investimenti complessivi dell'esercizio sono stati pari a 2,758 miliardi di euro, mentre l'indebitamento finanziario netto si è attestato a 17,5 miliardi, livello inferiore alla guidance rivista grazie alla forte generazione di cassa. Contestualmente il gruppo ha confermato la dividend policy del nuovo piano industriale, che prevede una crescita del dividendo per azione del 4% annuo fino al 2030 con un payout massimo dell'80%, garantendo una remunerazione stabile e crescente agli azionisti lungo l'arco del piano.
Il nuovo piano industriale prevede 13,7 miliardi di euro di investimenti netti (14,4 miliardi lordi), circa il 10% in più rispetto al piano precedente. Il 97% delle risorse sarà destinato ad attività regolate, con l'obiettivo di rafforzare la sicurezza e la flessibilità del sistema energetico. Degli investimenti, 9,2 miliardi sono per il potenziamento della rete di trasporto gas; 2,1 miliardi per lo sviluppo degli impianti di stoccaggio; 1 miliardo per l'espansione del terminale di rigassificazione di Panigaglia e il consolidamento della partecipazione in Olt; 800 milioni per il progetto di cattura e stoccaggio della Co2 a Ravenna; 200 milioni per lo sviluppo della dorsale nazionale dell'idrogeno; circa 380 milioni complessivi per biometano ed efficienza energetica; 1 miliardo per innovazione digitale ed energy tech. Sforzi che dovrebbero portare a una crescita media annua della Rab del 5,7%, fino a circa 34,5 miliardi di euro entro il 2030, con un ebitda adjusted atteso salire a circa 3,8 miliardi, con un cagr del 5,4% e un utile netto adjusted in crescita in media del 4,5% annuo. (riproduzione riservata)