Il 2025 di Renault Group si chiude con ricavi in aumento e una solida generazione di cassa, ma l’utile operativo è in calo e c’è una pesante perdita netta, la prima negli ultimi cinque anni, dovuti agli effetti contabili legati al partner Nissan. Intanto però la casa automobilistica francese proporrà un dividendo stabile di 2,2 euro per azione e guarda al 2026 con un obiettivo di margine operativo intorno al 5,5%, in attesa dello Strategy Day che si terrà 10 marzo per delineare la strategia del nuovo ceo, Francois Provost, che lo scorso anno ha preso il posto dell’italiano Luca de Meo. Secondo l’ad, «Renault ha chiuso il 2025 con performance costanti e che sono di prim'ordine tra i plyer dell’industria automotive», soprattutto considerando il «contesto di mercato difficile». Giovedì 19, in scia ai conti, il titolo della casa francese ha aperto gli scambi in borsa a Parigi con un rialzo di circa il 3% a 34,12 euro.
Il fatturato consolidato è salito a 57,9 miliardi di euro, in aumento del 3% (+4,5% a cambi costanti) rispetto ai 56,2 miliardi del 2024 e trainato dalle maggiori vendite soprattutto all’estero. Il solo ramo Auto ha registrato ricavi per 51,4 miliardi (+1,8%), ma il dato è penalizzato da un effetto cambi negativo di 814 milioni legato soprattutto alla svalutazione della lira turca e del peso argentino. L’utile operativo del gruppo è in calo del 15% e si è attestato a 3,63 miliardi, pari a un margine del 6,3% dei ricavi (era del 7,6% nel 2024), mentre quello del ramo Auto è sceso al 4,2% (2,18 miliardi) dal 5,8% dell’anno precedente. Sui dati, che sono in linea con le attese, hanno pesato il mix più elettrificato, la pressione commerciale in Europa e lo scorporo di Horse Powertrain. In miglioramento invece il contributo di Mobilize Financial Services, salito a 1,47 miliardi. Il risultato netto di pertinenza del gruppo è negativo per 10,9 miliardi di euro (-40 euro per azione), contro un utile di 752 milioni nel 2024. Il dato include, però, pesanti svalutazioni una tantum: 9,3 miliardi di perdite non cash legate al cambiamento del trattamento contabile della partecipazione in Nissan e 2,3 miliardi di contributo negativo dalle società collegate. Al netto degli impatti di Nissan, l’utile sarebbe stato positivo per 715 milioni. Il free cash-flow del ramo Auto si è attestato a 1,47 miliardi (2,88 miliardi nel 2024), includendo 300 milioni di dividendi da Mobilize e una variazione negativa del capitale circolante per 190 milioni. La posizione finanziaria netta del ramo Auto ha raggiunto un livello record di 7,37 miliardi a fine 2025, con una riserva di liquidità di 17,7 miliardi. Gli stock complessivi si mantengono su livelli ritenuti equilibrati, a 539 mila unità.
Lo scorso anno Renault Group, con i marchi Renault, Dacia e Alpine, ha venduto 2,34 milioni di veicoli (+3,2% su un mercato a +1,6%). In Europa il gruppo è sul podio dei costruttori: Renault è la prima marca francese al mondo e seconda in Europa tra auto e veicoli commerciali; Dacia si conferma forte nel canale privati con Sandero; Alpine supera per la prima volta le 10 mila immatricolazioni. Forte l’accelerazione sull’elettrificazione: le vendite di elettriche sono cresciute del 77% e quelle ibride del 35%, con un mix rispettivamente al 14% e al 30% del totale. «Renault continuerà a puntare a ridurre i costi variabili di circa 400 euro per veicolo», ha spiegato il direttore finanziario Duncan Minto ai giornalisti durante la call sui conti. Per il 2026 il gruppo prevede un margine operativo intorno al 5,5% e un free cash-flow del ramo Auto di circa 1 miliardo (inclusi 350 milioni di dividendi da Mobilize). La crescita attesa sui mercati internazionali e l’aumento delle vendite ai partner dovrebbero sostenere i ricavi, pur con un effetto diluitivo sui margini. Nel medio termine Renault punta a un margine tra il 5% e il 7% e a un free cash-flow medio annuo di almeno 1,5 miliardi, con circa 500 milioni l’anno di dividendi da Mobilize. I dettagli della nuova roadmap saranno presentati allo Strategy Day del 10 marzo, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare resilienza, redditività e creazione di valore per gli azionisti. (riproduzione riservata)