Mentre il governo ha rinviato l'approvazione di un decreto per la vendita di una quota (detiene il 29,3%) di Poste Italiane a seguito della resistenza da parte dei partiti di governo e di opposizione ad allentare la presa statale sui servizi pubblici fondamentali, gli analisti di Barclays guardano ai risultati del secondo trimestre del 2024 attesi per il prossimo 30 luglio. Si aspettano un utile netto di gruppo pari a 485 milioni di euro (o 515 milioni rettificato per il contributo nel primo semestre al Fondo di Garanzia Assicurativo), in calo del 3% trimestre su trimestre e del 19% anno su anno, e un ebit di 722 milioni (+2% trimestre su trimestre e -10% anno su anno).
Tre gli elementi da tenere d’occhio. Primo, il trend dei costi: Barclays si aspetta che aumentino dell'8% anno su anno e i ricavi in crescita del 3% anno su anno nel trimestre. «Questo porta a una divergenza operativa negativa, ma ci aspettiamo comunque un miglioramento dei costi nel secondo semestre», precisa la banca d’affari secondo la quale la conferma di questo trend sarebbe importante per il caso di investimento. Secondo, le dinamiche del Financial Services. Il margine di interesse di Poste dovrebbe aumentare del 4% trimestre su trimestre (poiché nel quarto trimestre del 2023 la società ha venduto alcuni Btp e ha investito in quelli con un rendimento più alto), mentre i ricavi del risparmio postale dovrebbero risultare piatti trimestre su trimestre. Invece, «ci aspettiamo un'accelerazione dei flussi di asset under management in grado di compensare parzialmente i flussi assicurativi più deboli», stima Barclays che per la fine dell’anno vede un margine di interesse del Financial Services a 2,37 miliardi. Terzo, per quanto riguarda Mail, Parcel & Distribution Barclays si attende che i ricavi postali si stabilizzino nel 2024, ma stima ricavi nel primo semestre più forti rispetto al secondo, supponendo che l'effetto mix favorevole, con i prezzi che aiutano a compensare i volumi più deboli, possa progressivamente ridursi, mostrando un trend più vicino al piano aziendale di Poste per questa divisione l'anno prossimo. Barclays ha aumentato la stima di utile netto rettificato per il periodo 2024-2026 in media dell'1% a 1,937 miliardi (1,826 miliardi nel 2023), 1,885 miliardi e a 2,040 miliardi. Ora ha una stima del 2% al di sotto di quella del consenso Bloomberg per l'eps 2024 adjusted atteso a 1,48 euro per azione.
Dopo la revisione al rialzo delle previsioni, il broker ha aggiornato il target price sul titolo Poste da 11,2 a 11,6 (rating equal weight confermato). L’azione è scambiata a un p/e 2025 di 8,6 volte e ora offre un rendimento da dividendo del 7,8% nel 2024 (la cedola a valere sul bilancio 2024 è stimata a 0,94 euro per azione dagli 0,80 euro del 2023, a valere sul bilancio 2025 a 0,92 euro per azione e a valere sul bilancio 2026 a 1 euro per azione con un rendimento dell’8,2%). «Riteniamo che gli utili di Poste cresceranno in alcune divisioni ma si stabilizzeranno in altre, con il consenso che già cattura questi trend. l’outlook sul dividendo è di supporto, ma è già nelle attese. Nonostante la possibile riduzione della quota posseduta dal governo in Poste, non ci aspettiamo cambiamenti significativi nella sua governance o storia azionaria. Nello scenario migliore, quindi con una crescita superiore alle aspettative nella gestione patrimoniale (assicurazioni e altri prodotti) o con una forte accelerazione del business dei pacchi in Italia l’azione potrebbe valere 13,70 euro, il 13% in più rispetto alla quotazione attuale a 12,1 euro (-0,49% rispetto alla chiusura del 16 luglio). (riproduzione riservata)