Conti trimestrali record per Microsoft, che ha chiuso il trimestre terminato il 31 dicembre con un fatturato di 81,3 miliardi dollari, in crescita del 17% su base annua, e un utile netto di 38,5 miliardi di dollari, in salita del 60% su base annua come gli utili per azione, pari a 5,16 dollari. Alla base degli ottimi risultati, superiori alle stime degli analisti, le performance del cloud, pari a 51,5 miliardi di dollari e in crescita del 26% su base annua.
La divisione Intelligent Cloud in particolare ha chiuso il trimestre con un fatturato di 32,9 miliardi di dollari, in crescita del 29% su base annua, con Azure protagonista di un balzo del 39%. Crescita robusta anche per la divisione Productivity and Business Processes, che riflette gli investimenti delle aziende in piattaforme come Microsoft 365 e Dynamics (Erp e Crm), che ha registrato ricavi per 34,1 miliardi di dollari con una crescita del 16%. Meno eclatanti le performance della divisione More personal Computing, salita solo del 3% a 14,3 miliardi di dollari grazie alla modesta crescita delle licenze Windows ai costruttori e ai dispositivi (+1%) e al calo del 5% per la consolle Xbox e i relativi servizi.
«Siamo solo all'inizio della diffusione dell'intelligenza artificiale e Microsoft ha già costruito un business di intelligenza artificiale più grande di alcuni dei nostri più grandi franchise», ha affermato Satya Nadella, presidente e amministratore delegato di Microsoft. «Stiamo ampliando i confini dell'intero stack di intelligenza artificiale per generare nuovo valore per i nostri clienti e partner». Nonostante i risultati record, le azioni Microsoft sono scivolate di oltre il 4% a Wall Street intorno a 460 dollari per via delle spese miliardarie stanziate per aumentare ulteriormente i propri datacenter per avere capacità computazionale sufficiente a sostenere la domanda di servizi cloud. Una domanda sulla cui sostenibilità, e profittabilità, molti investitori iniziano a porsi dei dubbi. (riproduzione riservata)