Al 31 marzo la merchant bank milanese ha registrato un utile netto a 323 milioni di euro, -3% su base annua per alcune componenti straordinarie ma sopra il consensus Bloomberg che stimava profitti per 313 milioni. Anche i ricavi, pari a 939 milioni, hanno superato le attese di 925 milioni. Il risultato operativo lordo ha raggiunto 552 milioni, in aumento del 14% rispetto al trimestre precedente e del 4% anno su anno, mentre il rote si è mantenuto al 13,5%. A sostenere i conti sono stati soprattutto l'espansione del credito al consumo, la ripresa del Cib e il contributo dell'attività assicurativa, cresciuta del 27,1%, con il contributo di Generali salito da 102,4 a 130,1 milioni e il book value della partecipazione (13,2%) aumentato da 4,16 a 4,29 miliardi. La trimestrale sottolinea però ancora la debolezza del wealth management dopo le uscite di banker registrate nei trimestri precedenti. Le masse scontano deflussi netti per 1,1 miliardi collegati alle uscite registrate nel corso del 2025 e nelle prime settimane di quest'anno soprattutto nel segmento private domestico. Un confronto tra gli ultimi cinque trimestri mostra che la rete private è passata dai 156 professionisti di fine 2024 agli attuali 120, con un calo complessivo di 36 unità: una contrazione di oltre il 23% che si confronta invece con la tenuta del network Premier, passato dai 1.181 banker di fine 2024 agli attuali 1.221 unità.
L'apporto dell'asset management è stato positivo, favorito dalla prima distribuzione di prodotti di Mediobanca sgr sulla rete della capogruppo Mps (circa 225 milioni). È non è l'unico effetto operativo dell'ingresso nel gruppo senese. L'impatto è visibile anche nel consumer finance, che ha registrato erogazioni per 2,6 miliardi (+10% anno su anno) anche grazie alla maggiore capacità distributiva garantita dalla rete Mps. In recupero anche il Cib, che dopo mesi difficili per il mercato delle operazioni straordinarie ha riportato i ricavi a 220 milioni, in crescita del 17% sul trimestre precedente. La banca sottolinea una pipeline robusta nonostante l'incertezza dei mercati, con miglioramenti in tutte le aree operative e un utile netto di 71 milioni. Sul fronte dei costi, Piazzetta Cuccia evidenzia una riduzione sia del costo del lavoro (-10%) sia delle spese amministrative (-1%), con il cost/income migliorato al 41%. «Mediobanca chiude il primo trimestre con un utile operativo di 552 milioni, in crescita del 14%, una performance solida nonostante il contesto operativo e di mercato caratterizzato da elevata turbolenza ed incertezza», ha commentato l'ad Alessandro Melzi d'Eril. (riproduzione riservata)