Citi alza il target price e rimuove il rating «high risk» su Intesa Sanpaolo. Lo fa dopo aver aumentato le stime di utile per azione (eps) per il periodo 2025-2027 del 9-18%, scontando che i guadagni da trading più elevati, registrati nel primo e secondo trimestre di quest’anno, continuino. Più in dettaglio, l’eps 2025 passa 0,51 a 0,56 euro per azione nel 2025, da 0,54 a 0,62 euro nel 2026 e da 0,58 a 0,68 euro nel 2027. «Le nostre nuove previsioni sono dell’1% superiori a quelle del consenso nel 2025, dell’8% superiori nel 2026 e del 13% superiori nel 2027», ha precisato Citi che si aspetta un utile netto in aumento a 9,883 miliardi alla fine di quest’anno (8,939 miliardi nel 2024) con un dividendo in crescita a 0,39 euro per azione (rendimento del 6,9%), a 10,626 miliardi nel 2026 (dividendo a 0,44 euro per azione, yield del 7,8%) e a 11,478 miliardi nel 2027 (dividendo a 0,48 euro per azione, yield dell’8,6%).
«Non riteniamo che il potenziale beneficio aggiuntivo derivante dalla copertura dei depositi (160 miliardi di euro nominali; il rendimento medio è già passato dallo 0,7% all’1,6%) o dalla scadenza di 10 miliardi di finanziamenti wholesale costosi sia adeguatamente riflesso nelle stime del consenso», ha spiegato Citi. Inoltre, per Citi il programma di riacquisto di azioni proprie per 2 miliardi di euro annui è sostenibile, oltre al payout ordinario del 70%, con ulteriori opzioni aggiuntive. «L’aumento delle nostre previsioni di eps ci porta a incrementare il target price su Intesa Sanpaolo da 5,10 a 6,50 euro (a questo prezzo il titolo sarebbe scambiato a circa 2,2 volte il p/tb, a premio rispetto alle banche europee, riflettendo il profilo di rendimento superiore, ndr) e a confermare il rating buy. Rimuoviamo anche il rating high risk poiché la volatilità dei Btp è diminuita», ha continuato Citi, ribadendo buy sull’azione.
Intesa Sanpaolo è una delle top picks del broker nel settore bancario, perché vanta un bilancio solido, una liquidità e una posizione patrimoniale elevate. In più ha già uno dei Rote (rendimento del patrimonio netto tangibile) più alti tra le banche europee ed è in grado di continuare a far crescere i ricavi in un contesto di tassi più bassi, grazie all’aumento delle commissioni e ad azioni difensive sul margine di interesse, inclusa la copertura dei depositi. «Vediamo, inoltre, de-risking sulla qualità del credito, il tutto unito all’opportunità di un ritorno del capitale più elevato. I principali rischi per questo investimento includono l’allargamento dello spread sovrano italiano, un ulteriore indebolimento della domanda di prestiti e rischi geopolitici in aumento», ha concluso Citi. (riproduzione riservata)